Maurizio Maggiani ci apre una finestra su un mondo affascinante, antico e intatto, quello del “distretto”: valli, monti e picchi della Garfagnana che guardano da una parte al mare della Versilia, e dall’altra alle Alpi Apuane. In questi luoghi vive una comunità fatta di passato e leggende, uomini e donne che sono consapevoli della loro diversità data da quell’ambiente, che li educa e li contiene.
Meccanica celeste parte da un concepimento, da una giovane coppia e dalla notte in cui Obama viene eletto presidente. Da questo momento a narrarci gli eventi è il futuro padre, nato durante la seconda guerra mondiale e cresciuto dalla Duse (sua madre), forse la vera protagonista del romanzo. Proprio da quel concepimento, nei nove mesi che seguono l’attesa, il libro diventa un viaggio verso le radici, verso le storie passate e quelle della gente del distretto. Scopriamo, così, che dietro ogni casa, ogni albero, ogni fiume, c’è un’avventura da raccontare, che inizia in un piccolissimo puntino dell’Italia, e si dipana per decenni tra il Brasile, l’Inghilterra, la Francia e la Germania. Al centro di questo ingranaggio, la gente comune, eredi della guerra, antenati di un passato lontano che l’autore vuole riportare a galla.
L’urgenza del raccontare che caratterizza il libro di Maggiani, pone il concetto di nascita al centro di un sentiero lungo e non semplice da seguire. Ridando vita a uomini, donne e luoghi, l’esperienza diretta sembra la motrice del motore narrativo, che si muove a ritroso prendendo per mano la memoria, dall’inizio del ‘900 fino ai giorni nostri. Confluiscono, in questo calderone di eventi e personaggi, le singole storie di ognuno, le emozioni e gli stili di vita, squarci di un Paese che non c’è più. Le tragedie collettive e personali si intrecciano a sogni e passioni, a balzi enormi e sprofondi di esistenza, in cui le figure femminili sono innegabilmente sotto i riflettori, lasciando gli uomini di lato, al buio.
Maggiani riesce a dare forza ad ogni figura, ad ogni piccola e grande storia che merita di essere raccontata. E proprio grazie al valore del racconto e della memoria è possibile ritrovare, in questo libro altrimenti difficile da gestire, il filo dell’identità, della bellezza e dei ricordi da trasmettere a chi verrà. «Scrivere aiuta, perché è il miglior testimone e la guida più sicura del pensiero. […] C’è vita su questo pianeta, c’è ordine nella sua orbita». Quel sentore di leggenda sparso tra le pagine del libro, fa di ogni minimo tassello di questo ingranaggio un elemento essenziale, nella perfetta Meccanica celeste.




