Nicola Gardini – Le parole perdute di Amelia Lynd

Elvira è la portiera del condominio in via Icar 15, a Milano. Un figlio tredicenne, Chino, un marito che sembra remarle contro e un sogno: risparmiare per acquistare un bilocale al primo piano, diventando anch’essa proprietaria. Tutt’intorno l’Italia degli anni ’70 sta cambiando, ma le mura del palazzo sembrano isolare l’ambiente dall’esterno, così fra questi appartamenti tutto resta uguale: inquilini gretti, litigi, pettegolezzi. L’ottusità e i luoghi comuni sono terreno fertile per Chino, che usa la sua immaginazione come rifugio.

Poi, un giorno, arriva Amelia Lynd, anziana signora che parla inglese, ha girato il mondo e vive fuori da ogni schema. Il suo carisma cattura Chino, che ne diventa il fidatissimo discepolo. Mentre gli inquilini la isolano e la mettono al bando, Chino si divide tra i desideri di riscatto sociale della madre e la magia in cui lo imprigiona Amelia: un incantesimo fatto di parole, di libertà. Nicola Gardini (docente di Letteratura italiana all’Università di Oxford) ancora una volta ha la capacità di raccontare una storia che unisce la dolcezza al vigore, e che attraverso Elvira e Amelia si apre incondizionatamente alla vita. L’arrivo dell’anziana signora, è la svolta nel racconto: il libro decolla, sterza decisamente in positivo, così come le strade percorse sino a quel momento da Chino cambieranno di colpo.

Proprio qui inizia la vita, nascono le passioni, le ambizioni, il crescere in fretta. Solo spostando lo sguardo verso la novità arrivata dall’esterno, un po’ più in là del quotidiano, Chino può arrivare alla maturazione, assaporare la cultura. Amelia costruisce simbolicamente delle ali al ragazzo, lo educa al volo, lo prepara all’ascesa da tutte le banalità. Con uno stile puntuale e preciso Gardini descrive perfettamente ogni personaggio, lo caratterizza, lo inquadra nella distanza siderale tra l’interno (il palazzo) e l’esterno (il mondo ricolmo di possibilità e di conoscenza che Amelia rappresenta).

Le parole perdute di Amelia Lynd, vincitore del premio Viareggio-Répaci 2012, è soprattutto un omaggio appassionato alla letteratura, all’uso della parola, alla memoria come testimonianza. Questi sono gli elementi che possono elevare gli uomini e arricchirli. Quando Amelia se ne va, il finale rimane sospeso. Ma forse è proprio questo il messaggio del libro: saper cogliere ogni nuova occasione, ogni cambiamento. Sapersi immergere nella ricchezza delle parole e del pensiero, per proseguire ognuno con la nostra storia, scrivendo il finale che più ci si addice.

SOSTIENI LA BOTTEGA

La Bottega di Hamlin è un magazine online libero e la cui fruizione è completamente gratuita. Tuttavia se vuoi dimostrare il tuo apprezzamento, incoraggiare la redazione e aiutarla con i costi di gestione (spese per l'hosting e lo sviluppo del sito, acquisto dei libri da recensire ecc.), puoi fare una donazione, anche micro. Grazie

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.