Matthew Quick – Il lato positivo

Pat Peoples, protagonista de Il lato positivo di Mattew Quick (da cui è tratto l’omonimo film di David O. Russell), è probabilmente il personaggio più dolce e ottimista che sia mai comparso sulle pagine di un libro. 30enne, docente di storia, fanatico del fitness, sembrerebbe non avere un problema, se non fosse, per ragioni imprecisate, rinchiuso da oltre un anno in un istituto di igene mentale.

Ed è da qui che inizia la sua storia. La madre di Pat va a trovarlo per l’ennesima e volta e gli chiede di tornare a casa con lei, se promette di non cercare Nikki, l’ex-moglie, con la quale l’uomo ha concordato un “periodo di lontananza” per risolvere i loro problemi. Pat, con la prospettiva di ingannare la madre, accetta entusiasta di allontanarsi dal “postaccio”, dove nessuno crede nel lieto fine, nel sole dietro le nuvole. Sulla via verso casa si accorge però che tante cose sono cambiate: la sua città, i suoi amici sono sposati, i loro figli cresciuti, la sua squadra del cuore, gli Eagles, gioca in un nuovo stadio, e le foto del suo matrimonio con Nikki sono sparite, ufficialmente “rubate da un ladro”.

Pat a casa ritrova il padre, che non gli rivolge mai la parola, a meno che gli Eagles (di cui anche lui è tifoso) non vincano qualche partita, il fratello Jake, il suo vecchio amico Ronnie, e inizia ad andare regolarmente da uno psicanalista, Cliff, con il quale stringerà subito un ottimo rapporto. Nessuno però sembra intenzionato ad incoraggiare Pat a riconquistare Nikki, anzi, gli viene addirittura presentata una ragazza, Tiffany, proprio per spronarlo a chiudere con il passato. A tutti Pat risponde che è evidente che la sua vita è un film diretto da Dio e che è ovvio ed inevitabile che si ricongiungerà con Nikki, perché nei film c’è sempre un lieto fine.

Così Pat inizia a scrivere la sua storia, in modo che Nikki sappia quanto ha lavorato sodo per diventare un marito accettabile per lei. Grazie all’espediente del diario, Quick può adottare uno stile semplice e diretto, oltre a creare un forte legame tra il lettore e il personaggio: a Pat si finisce per voler bene, perché è un tipo incasinato, confuso, che ne ha combinate di grosse, ma che si sforza per migliorarsi e integrarsi con gli altri.

Il lato positivo è dunque un libro leggero e divertente, ma è anche strutturato come un libro giallo: l’autore spiazza continuamente il lettore non rispondendo alle domande che inevitabilmente si pone – esattamente come i personaggi fanno con Pat – e lo tiene sulla corda fino alla fine: perché tutti evitano di parlare del passato a Pat? Cosa è successo davvero?

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