Addio a Damiano Damiani

Si è spento questa notte, nella sua casa di Roma, il regista Damiano Damiani. La causa del decesso è una crisi respiratoria. Aveva 91 anni.

Damiani era nato a Pordenone il 23 luglio del 1922. Dopo gli studi all’Accademia di Brera, esordì nel cinema con il documentario La banda d’Affori (1947). Il suo primo film di fiction fu Il rossetto (1960), seguito da Il sicario (1960) e L’isola di Arturo (1962, tratto dall’omonimo romanzo di Elsa Morante e sceneggiato assieme a Ugo Liberatore e Cesare Zavattini). Complessità psicologia e impegno politico erano i tratti caratteristici delle sue pellicole, tra le quali vanno ricordate anche Quien sabe? (1966), collocabile nel filone dello spaghetti-western (protagonista è Klaus Kinski), e Il giorno della civetta (1968), dal capolavoro di Leonardo Sciascia. Importante, poi, il lavoro di Damiani per la televisione: nel 1984 diresse la prima stagione de La piovra, a partire da un soggetto di Ennio De Concini, in cui figurava, nei panni del commissario Cattani, Michele Placido (poi diretto anche, l’anno successivo, in Pizza connection). Il suo ultimo film, Assassini dei giorni di festa, risale al 2002.

Placido ha dichiarato all’ANSA: «Lo dico con il cuore e con le lacrime agli occhi: io a Damiano Damiani gli devo tutto. Non sarei diventato quello che sono adesso, Damiano mi ha fatto conoscere non solo in Italia ma nel mondo perché La piovra l’hanno vista e amata ovunque». E ancora: «è stato un regista che mi ha formato più di tutti, mi ha fatto amare il cinema americano più di quanto lo amassi, è stato per me una grande scuola, un maestro vero».

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