Susan Elizabeth Philips – Il gioco della seduzione

Portata in Italia per la prima volta da Leggere Edizioni, casa editrice attentissima ai gusti del pubblico femminile, Susan Elizabeth Phillips è un’autrice di romance conosciuta in tutto il mondo per la sua vasta produzione di best seller che inevitabilmente raggiungono i vertici delle classifiche. Leggendo Il gioco della seduzione, è facile capire il motivo del suo successo: al di là dello stile semplice e scorrevole, l’ideale per una lettura “facile”, da praticare principalmente per distrazione, durante il tempo libero, emerge subito una sostanziale differenza tra questo romanzo, che pure è un romance nel senso più puro del termine, e altri classici del genere. Nei romanzi sentimentali, da Liala in poi, ogni cosa – caratteri, descrizioni, ambientazione ecc. – viene subordinata alla storia d’amore che costituisce il fulcro della narrazione, spesso l’unico argomento che venga in qualche modo approfondito (coronato ovviamente da una forte componente sensuale).

Si ha quasi l’impressione che l’intera trama sia solo un pretesto per far funzionare la storia d’amore, per inserirla in un contesto che non solo non viene approfondito, ma a volte nemmeno sfiorato di striscio. Credo che questo sia uno dei motivi che hanno fatto del romanzo sentimentale uno dei generi più disprezzati della letteratura.

Ne Il gioco della seduzione, invece, questo non accade, e non è altro che la prima, piacevole sorpresa cui va incontro il lettore che si cimenti nella lettura di un romanzo che vede una trama perfettamente strutturata, un linguaggio limpido, mai melenso o volgare, personaggi psicologicamente approfonditi e scene plausibili. Nonostante la vasta produzione, Susan Elizabeth Phillips possiede una fantasia fresca e pulita, dissimile da quella delle sue colleghe, ed è in grado di creare mondi immaginari che pure sono realistici e riescono ad appassionare realmente il lettore.

Il gioco della seduzione è ambientato nel mondo del rugby americano, che non è affatto una scusa per creare un clima ad alto tasso di testosterone: la Phillips al contrario spende pagine e pagine per spiegare le regole del gioco, le dinamiche che sottendono questa filosofia sportiva, il rapporto tra allenatore e giocatori e via dicendo; e la cosa più straordinaria è che riesce a non essere noiosa, ad appassionare le lettrici ad argomenti cui normalmente non si appassionerebbero mai.

E in fondo la storia di Phoebe Somerville, la protagonista, è simile: dopo la morte del padre, la ragazza riceve in eredità la squadra di rugby che questi possedeva, insieme a tutti i problemi che derivando dalla mal gestione degli anni precedenti e una difficile situazione economica.

A questi problemi si aggiunge Dan Calebow, affascinante allenatore dal carattere piuttosto prepotente, deciso a gestire la squadra a modo suo. Una bella sfida per la giovane Phoebe, che fino a quel momento non conosceva nemmeno una delle mille regole del rugby… Un romanzo avvincente che dura un intero campionato, alla fine del quale ci si trova a seguire le descrizioni delle partite con lo stesso interesse con cui si segue la vicenda amorosa.