Fulvio Ervas – L’amore è idrosolubile

Fulvio Ervas è un personaggio particolare. Nato nell’entroterra veneziano nel 1955, scopre che Einstein è morto pochi mesi prima della sua nascita, e decide così di costruirsi una cultura scientifica. Si laurea in Scienze agrarie e fa il docente di Scienze naturali al liceo. Le storie però gli riempiono la testa, e decide di dedicarsi anche alla scrittura. Quando non insegna e non coltiva il suo orto, inventa le avventure dell’ispettore Stucky, mezzo persiano e mezzo veneziano. Ne L’amore è idrosolubile, Stucky deve risolvere il caso di Alice, ragazza scomparsa da dieci anni, il cui scheletro sembra riaffiorare dopo un alluvione. L’ispettore è perplesso, e lo è ancor di più quando il suo spirito laico deve fare i conti con una veggente musulmana, che dice di aver parlato con la Madonna e di essere sicura che quello sia proprio il cadavere di Alice.

Ervas scrive dei gialli “ironici”, mettendo in secondo piano la crudeltà e la violenza e soffermandosi sulla psicologia dei personaggi. Stucky, in questo senso, è l’emblema del quotidiano: ha una vita privata burrascosa, un cane a cui badare e un ragazzino difficile da tenere sotto controllo, Michelangelo. Oltre al giallo, c’è sempre una tematica parallela su cui concentrarsi, che rende la lettura un filino più gradevole. In questo caso, l’universo di fogli manoscritti che invadono Treviso, comparendo sui tavolini, sulle panchine, sui davanzali. Sono fotocopie di un’agenda in cui rispettabili professionisti sono ritratti nel loro intimo, nel comportamento amoroso. Amori deboli, volubili, idrosolubili, come lo zucchero e il sale, come ogni storia personale in questo libro. Certo, tutto ciò rischia di distrarre troppo la concentrazione del lettore, ma, evidentemente, per Ervas è un rischio che val la pena correre. La Madonna che appare ad una ragazza marocchina, svelando la soluzione del caso, è un altro elemento di disturbo e di incertezza per Stucky, e un altro percorso secondario, leggero, quasi inverosimile, a fare da contorno alla storia.

L’amore è idrosolubile è quindi un intreccio (un po’ semplice e un po’ troppo ironico) di microcosmi che possono essere letti da più punti di vista e tra i quali decidere su cosa riporre più attenzione, ma che non lasciano quel senso di piacevolezza e di soddisfazione propri di una buona lettura.

Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.