Wire – Red Barked Tree

Straordinariamente fuori dal tempo: sono sempre stati così e ancora oggi ribadiscono la loro natura di artisti eleganti e introversi, intellettuali estranei a qualsiasi tipo di stereotipo consolidato. Il rock per i Wire è un mondo in cui sono loro stessi a scrivere le regole, a decidere i colori e le sfumature, senza rispettare nulla di prestabilito. Questo modo di gestire la propria creatività resta ancora oggi immune da qualsiasi invecchiamento e si consolida come uno degli aspetti più rilevanti della loro identità musicale.

Insomma, poco importa il tempo che passa, gli anni che sono trascorsi (tanti, precisamente trentadue) da quel magnifico “154”, che li collocò tra i massimi esponenti della scena post-punk inglese: i Wire oggi sembrano rimasti giovani e arzilli dentro. Le canzoni di questo “Red Barked Tree” hanno ossigeno, idee seducenti e non si smarriscono mai nel labirinto del revival pieno di muffa, nella nostalgia da juke-box impolverato, scongiurando tutto ciò canzone dopo canzone, nota dopo nota.

Si parte con i ritmi sostenuti e le chitarre ariose di Please Take, costituita da un innegabile alone Eighties, che probabilmente ne costituisce il fascino principale, con i ritmi incalzanti che si incrociano in piena armonia con le chitarre taglienti. Adapt, dal canto suo, è da annoverare tra le punte di massima ispirazione della loro carriera, un brano new-wave dall’indole profondamente introspettiva, dove le parole vengono snocciolate con tono progressivamente malinconico: il canto diviene sempre più introverso, chiuso e si erge definitivamente a preghiera condita da sfumature chitarristiche di estrema ariosità. Quando il volume delle sei corde si alza, alcuni riff mostrano unghie affilate e graffiano in profondità, come nel caso di Smash e Moreover, sostenute entrambe da una ritmica forte e decisa.

Sia chiaro: non è tutto perfetto. Alcune sfumature non sono sempre efficaci e ogni tanto si scorge anche qualche evidente calo di tensione, eppure sorprende la natura di una band che ancora oggi ha il talento di sfornare canzoni sperimentali come Down to This.

In sostanza, “Red Barked Tree” nuota controcorrente rispetto all’attuale scena musicale e a tutto il rock di cartapesta intorpidito da tanta sterilità e dalla mancanza di talento. I Wire hanno ancora qualcosa da dire e possono indubbiamente camminare a testa alta. Onore a loro.

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