Motörhead – The wörld is yours

C’è chi non ha nessuna intenzione di andare in pensione, magari per starsene tutto il giorno seduto in poltrona, a leggere il giornale o a guardare la tv. C’è chi, come Lemmy, vive costantemente con il piede sull’acceleratore, contro tutto e tutti. A tre anni di distanza dal modesto Motorizer, ecco i Motörhead di nuovo alla ribalta. Gli ingredienti sono quelli di sempre, ed appare evidente come The wörld is yours non si sposti di un millimetro rispetto a quello che Ian Fraser Kilmister ha proposto in quasi quarant’anni di fiera militanza nel mondo del rock duro: la voce rude e strozzata, il drumming esplosivo e i riff accelerati ribadiscono, ancora una volta, l’essenza universale della band.

Nulla di nuovo sotto il sole, insomma. In virtù di ciò, almeno in teoria, si potrebbe formulare un giudizio severo e impietoso nei confronti di questa ennesima uscita discografica, la ventesima, per la precisione, di un catalogo artistico di vastissime dimensioni, che comprende album storici come Bomber (1979), Overkill (1979), Ace of spades (1980) e Iron fist (1982), che hanno forgiato lo stile classico della New Wave of British Heavy Metal e, al tempo stesso, influenzato trasversalmente l’intera scena rock mondiale. In quest’ultimo lavoro, il power-trio britannico conserva l’approccio massiccio e viscerale di sempre: esemplare, al riguardo, l’opener Born to lose, sorretta dal basso roccioso di Lemmy e dalla batteria spaccaossa di Mikkey Dee ed impreziosita dal lavoro chitarristico di Phil Campbell, che regala, verso la fine del brano, un assolo adrenalinico. Tra veloci rock’n’roll foderati di metallo pesante come Get back in line, dal riff seducente e vivace, si affacciano anche le riconoscibili cadenze bluesy di Waiting for the snake, con Bye Bye Bitch Bye Bye a chiudere il cerchio.

Certo, la qualità non è paragonabile a quella dei piccoli classici recenti (Inferno, Bastards, o andando più indietro nel tempo, Orgasmatron) eppure è innegabile l’autenticità di questa musica, suonata brillantemente da strumentisti di sicura capacità, passionale e sentita dall’inizio alla fine. Questi cattivi ragazzi avranno pure un’età da pensionati, ma sono ancora irresistibili.

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