Floored By Four – Floored By Four

Diavolo d’un Mike Watt. Ti aspetteresti che uno come lui, a cinquantatré anni suonati, dopo una carriera trascorsa a distruggere le convenzioni di genere prima in sella ai Minutemen poi con i fIREHOSE ed i Banyan, ed infine da solista (ma non dimentichiamo le collaborazioni con Porno for Pyros e soprattutto Stooges, della cui rinata line-up fa tutt’ora parte), se ne stia seduto sugli allori, a godersi i frutti di una carriera straordinaria, che l’ha imposto come una delle voci più originali della scena post-punk/alternative. E invece no. Perché Watt è uno spirito indomito, un Ulisse postmoderno, sempre alla ricerca di nuove frontiere da esplorare, di nuove terre da raggiungere, di nuovi confini da superare.

E così, il nostro ha chiamato alla sua corte Nels Cline (chitarrista dei Wilco), Yuka Hona (tastierista delle Cibo Matto) e Douglas “Dougie” Bowne (batterista, già in tour con Iggy Pop e John Cale) ed ha messo in piedi i Floored By Four, desideroso di incanalare la propria inesauribile vis creativa in una nuova direzione. Guai, però, a considerare la band solo ed esclusivamente come un mezzo per consentire un solipsistico esercizio di egocentrismo musicale da parte di Watt: è vero che il bassista di Portsmouth, Virginia, è l’autore delle quattro tracce che compongono il disco, nonché l’indiscusso regista dell’intera operazione, ma è altrettanto vero che la sua debordante personalità si amalgama alla perfezione con quella degli altri tre musicisti, ai quali viene lasciato pari spazio espressivo. Dunque, una band a tutti gli effetti, questi Floored By Floor, e non un semplice “gruppo spalla”.

Il risultato di questo incontro di esperienze e stili diversi è un lavoro che mescola funk, jazz e rock (Nels) senza lesinare sul rumore e le distorsioni, che gioca con con l’hard rock, il progressive e la psichedelia (Yuka), in odore di anni ’60 (la melodia e l’arrangiamento con l’organo di Watt) ma anche aperto a tribalismi e sfumature arabeggianti, cuciti assieme da un approccio avanguardistico e “free” (i 19 minuti e passa di Dougie).

Ne risulta un lavoro stupefacente per costruzione, fascino ed esecuzione. Unico rammarico: non ci saranno repliche, sarà il primo e ultimo disco a nome Floored By Four. Tranquilli: Watt starà sicuramente lavorando ad altro. Uno come lui non è proprio il tipo che si prenda una pausa o si fermi un attimo per tirare il fiato. Diavolo d’un Mike Watt.