Adelphi ha portato in libreria il racconto di Pierre Michon, La Grande Beune. Il volume, importantissimo nella letteratura francese, esce con la traduzione di Giuseppe Girimonti Greco.
La Grande Beune – Pierre Michon
Quando una sera di settembre arriva in uno sperduto borgo della Dordogna non lontano da Lascaux – mentre torbide piogge sferzano le finestre e la Gran de Beune scorre melmosa giù, alla base della falesia –, il narratore, giovane maestro fresco di nomina, subito sa di aver varcato una misteriosa linea di demarcazione, e che per lui è iniziato un viaggio nel tempo, in «un passato indefinito» che suscita «un vago terrore».
Glielo suggeriscono i pescatori e cacciatori che paiono usciti da antichi fabliaux, Hélène, la locandiera, «vecchia e massiccia come la Sibilla Cumana, come lei pensosa», e Yvonne, la tabaccaia, alta e bianca – «puro latte» –, abbondante e florida come le uri, corvina ma con gli occhi chiarissimi, che suscita in lui un lancinante, selvaggio desiderio. Il maestro la spia quando, regale come sempre, i tacchi alti che infilzano le foglie cadute, attraversa prati e boschi per raggiungere il suo amante, sogna di possederla, di sventrarla, tanto lussuria e ferocia primitiva si rivelano d’improvviso intimamente legate.
Non a caso il sopraggiungere di Yvonne può essere annunciato da un corteo di bambini incappucciati che inalberano nel gelo della campagna il trofeo di una volpe morta e vi danzano intorno, e seguito da oscene visioni. Perché se Yvonne è il desiderio stesso in tutta la sua immane potenza, la sessualità come cerimoniale sciamanico e sacra trance, il borgo di Calstenau è il viscerame del mondo, l’incisione rupestre capace di riportarci ad antiche cosmogonie, all’animalità, al primitivo – all’immemorabile origine di tutto.
L’autore
Pierre Michon è uno scrittore francese nato il 28 Marzo 1945 a Cards, comune di Châtelus-le-Marcheix nella Creuse.
Dopo l’abbandono del padre viene allevato dalla madre, istitutrice, e trascorre la sua infanzia a Mourioux e poi in convitto al liceo di Guéret nella Creuse. Studia lettere a Clermont Ferrand, dove prepara una tesi su Antonin Artaud. Viaggia in seguito in tutta la Francia, essendosi unito a una piccola compagnia teatrale, senza esercitare una professione stabile. A trentasette anni entra nella vita letteraria con la pubblicazione di Vite minuscole, considerato un capolavoro della letteratura contemporanea francese. Anni più tardi ha dichiarato che il libro gli ha salvato la vita. Ha una figlia, Lousie nata nel 1998.
Adelphi ha pubblicato, oltre a La Grande Beune, anche Gli Undici e Vite minuscole.




