Dark

Dark: non importa dove, ma quando

Serie tv di fantascienza del 2017, Dark è in programmazione in questo periodo su Netflix. Due sono le stagioni che sono state realizzate, e la terza è attualmente in fase di post produzione.

Dark è stata ideata da Baran bo Odar e Jantje Friese e prodotta da Wiedemann & Berg Television. Pensate che è la prima serie originale tedesca prodotta da Netflix.

Un vero e proprio salto nel vuoto e nel mistero, che parte dalla scomparsa di un bambino. Frenetico, convulso, cervellotico e misterioso, inizia un viaggio di quattro famiglie alla ricerca delle risposte. Ciò che verrà a galla sarà un incredibile segreto che unisce più generazioni.

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La trama

La storia è ambientata nella cittadina tedesca di Winden, ed intreccia la storia di quattro famiglie che poi, si scoprirà, sono ben più legate di quanto si creda.

Tutto ha inizio con la misteriosa scomparsa di due bambini, che sembrano spariti nel nulla e che nessuno riesce a trovare, nonostante le continue ricerche di polizia e familiari. Iniziano così a venire alla luce segreti, verità nascoste e rapporti mai chiariti tra gli abitanti di Winden.

Tra misteri e segreti iniziano ad accadere strane cose in città: sbalzi elettrici, uccelli che piovono morti dal cielo, dejavù che colpiscono sempre più persone. Tutto sembra collegato al 1986, 33 anni prima, quando nella stessa città sparì il piccolo Mads Nielsen.

Forse queste sparizioni sono collegate anche al suicidio di Michael Kahnwald e al messaggio che ha lasciato prima di morire? “Non aprire prima del 4 novembre” c’è scritto sulla lettera indirizzata al figlio Jonas. Forse è lui l’ago della bilancia, il fulcro dei viaggi nel tempo che catapultano gli abitanti tra il 1921, il 1953, il 1986 ed il futuro. Ciò che appare chiaro è che per scoprire il mistero la domanda da porsi non è dove, ma quando.

Dark. La recensione delle prime due stagioni

Sin dalle prime scene Dark è concepito come un mystery fantascientifico, che avvicina un suicidio ed una sparizione, eventi che pian piano scorpriremo essere collegati.

La straordinaria unicità di questo prodotto televisivo sta nell’unire non solo più livelli narrativi, ma più linee temporali. Ogni personaggio così si moltiplica, e con esso si moltiplicano i segreti, le caratterizzazioni, gli scenari ed i misteri.

Dall’inizio alla fine Dark è un gomitolo che lo spettatore fa fatica a sbrogliare, trovandosi anzi immischiato in situazioni sempre più complicate, perché ogni verità porta con sé domande nuove e nuove piste da seguire.

Un processo che altre serie avevano iniziato tempo fa (si pensi a Lost o Westworld), ma che in Dark trovano un apice vero e proprio, perché misteri e personaggi vanno avanti insieme ma contemporaneamente ed in ben quattro dimensioni temporali diverse.

I produttori hanno dichiarato di aver attinto molto da Stephen King, e infatti le ambientazioni cupe, scure ed ancestrali sono un tratto distintivo di Dark. La foresta, le grotte, la pioggia incessante, la notte che incombe. Elementi naturali d’impatto che si uniscono alla grandezza della centrale nucleare che dalla prima puntata incombe sulla città come un mostro dormiente. L’elemento umano del nucleare si lega così alla natura spietata.

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La terza stagione, quella finale

Ci sono voluti cento giorni di riprese spalmati su sei mesi, ma sempre e comunque prodotti da un unico regista (Baran Bo Odar). Anche questo fa di Dark un prodotto tv di livello, compatto, ben saldo nella sua storia, ambizioso proprio perché volutamente complicato. Una vera e propria sfida lanciata allo spettatore insomma, che deve essere attento, lucido, e con una mente aperta sul mondo, perché molto dipende dai punti di vista.

Ciò che più resta impresso di Dark è la conferma che sono i segreti a muovere gran parte delle storie. Segreti che spesso si accompagnano a ciò che proiettiamo sugli altri.

E’ possibile cambiare il passato? Si può davvero mutare il corso degli eventi? Anche il finale sembra lasciare aperte infinite possibilità. Esiste il libero arbitrio o siamo creature immerse inconsapevolmente nel tempo e nello spazio?

Molto forse lo scopriremo nel corso della terza stagione, che sarà quella conclusiva e forse ancor più ambiziosa. E’ già stata annunciata ed è in fase di post produzione.

Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.