Bertrand Chamayou

Bertrand Chamayou: un concerto “appassionante”

Appassionata con i suoi concerti inaugura il 2020 presentando presso il Lauro Rossi di Macerata (TLR) il compositore francese Bertrand Chamayou. Nato a Tolosa, il suo talento musicale viene individuato dal pianista Jean-François Heisser, che in seguito diviene suo insegnante al Conservatorio di Parigi.

Durante le sue esibizioni inebria il pubblico attraverso le sue performance musicali attraversando stati e secoli tra armonie schumaniane e le opere levigate di Camille Saint-Saëns. A Macerata, il pianista francese regala due ore intense, equilibrate, profonde e di rara bellezza. Bertrand Chamayou, il principe dei pianisti francesi, attraversa in forma libera di rondò i territori delicati e floreali di  Robert Schumann con Blumenstück op. 19 e a seguire con Carnaval op. 9 del compositore tedesco si evoca l’originalità e lo stile immaginifico della stagione del Carnevale del 1835 aprendo a liberi flussi di pensiero. Chamayou prosegue nella sua perfomance musicale presentando Miroirs di Maurice Ravel scritta tra il 1904 e il 1905 dal giovane compositore della regione Basca francese, dove armonie audaci e atmosfere misteriose danno spazio all’immaginazione e alla creatività.

Il concerto si conclude con Camille Saint-Saëns, ispirato ai modelli chopiniani offrendo al pubblico echi armoniosi in una commistione “quasi-cinematografica”  tra vivacità e malinconia. Les cloches de Las Palmas op. 111 n. 4, Mazurka in sol min. n. 2 op. 24, Mazurka n. 3 in si min. op. 66 ed Étude en forme de valse op. 52 n. 6 in successione eseguiti magistralmente da Bertrand Chamayou dimostra dominio, immaginazione e approccio artistico sorprendenti. Il compositore francese saluta il pubblico maceratese regalando a sorpresa il terzo e più famoso movimento della Suite Bergamasque, Clair de lune (1890-1905) di Claude-Achille Debussy, lasciandoci a forme sublimate e inafferrabili di rara bellezza.

Il nome della composizione, che in francese significa “chiaro di luna”, deriva dalla poesia del poeta maledetto Paul Verlaine pubblicata per la prima volta con il titolo di ”Fêtes galantes” nella rivista ” La Gazette” del 20 febbraio 1867.

La vostra anima è uno paesaggio prediletto che vanno incantando maschere e bergamaschi suonando il liuto e danzando, quasitristi nei loro bizzarri travestimenti! Cantando in tono minore l’amore vittorioso e la vita opportuna non han l’aria di credere alla loro felicità e il loro canto si fonde col chiaro di luna, col calmo chiaro di luna triste e bello che fa sognare gli uccelli negli alberi e singhiozzare estasiati gli zampilli, gli alti zampilli, slanciati fra i marmi.

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Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.