C’è tempo fino al 31 luglio per visitare la mostra Gus Van Sant/Icons alla Cinémathèque française a Parigi. L’esposizione, organizzata in collaborazione con il Museo nazionale del cinema di Torino (che la ospiterà da ottobre 2016) raccoglie fotografie, sculture, dipinti e musica, che raccontano la carriera del regista statunitense.

Nato il 24 luglio 1952 in Kentucky, Van Sant ha esordito alla regia di un lungometraggio con Mala Noche (1985), seguito da Drugstore Cowboy (1989) e Belli e dannati (1991). Del ’93 è Cowgirl – Il nuovo sesso, mentre nel ’95 è il turno di Da morire. Il ’97 è l’anno di Will Hunting – Genio ribelle, con il quale Robin Williams vince l’Oscar come miglior attore non protagonista, e Matt Damon e Ben Affleck l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Nel ’99, Van Sant gira il remake (esperimento interessante, anche se non particolarmente riuscito) di Psycho e, in seguito, dirige Sean Connery in Scoprendo Forrester.
Nel 2000, Van Sant torna al cinema indipendente, con la “trilogia della morte”, di cui fanno parte Gerry, Elephant e Last days. Nel 2005 esce Paranoid Park, mentre nel 2009 il regista porta sul grande schermo la storia di Harvey Milk nel film Milk. Nel 2011 è il turno di L’amore che resta, mentre nel 2012 di Promised Land. L’ultimo lungometraggio è del 2015, La foresta dei sogni.
"Gus Van Sant/Icons": in mostra il cinema di Gus Van Sant
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