È uno dei titoli candidati allo Strega 2016, presentato da Giuseppe Antonelli e Diego De Silva: stiamo parlando de Il Cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci, pubblicato da minimum fax (Meacci è anche l’autore di Improvviso il Novecento, che abbiamo recensito lo scorso novembre qui sulla Bottega).
Un titolo molto particolare, per un romanzo ambientato nell’immaginario paese di Corsignano, situato tra la Toscana e l’Umbria. Corsignano è abitato da gente comune, che fa cose comuni, ovvero perdere la propria fortuna a carte, tradire i mariti, lavorare; e poi ci sono i cinghiali, che popolano i boschi circostanti. Uno di questi cinghiali, improvvisamente, acquisisce facoltà umane che gli permettono di pensare e, tra le altre cose, anche di concepire la morte.
Leggiamo nella sinossi: «troppo umano per essere del tutto compreso dai suoi simili e troppo bestia per non essere temuto dagli umani, «il Cinghiale che uccise Liberty Valance» si ritrova all’improvviso in una terra di nessuno che da una parte lo getta nella solitudine ma dall’altra gli dà la capacità di accedere ai segreti di Corsignano, leggendo nel cuore dei suoi abitanti».
Ecco la copertina del romanzo:

