Kenneth Branagh – Sleuth. Gli insospettabili

In Sleuth ci sono solo due personaggi, Andrew (Michael Caine) e Milo (Jude Law). Andrew è uno scrittore e vive in una bellissima villa fuori Londra, mentre la moglie si è trasferita in città con Milo, il suo amante. Due uomini in competizione per una donna che nel film non appare mai: Andrew ha organizzato un piano ai danni del rivale, un incalzante e grottesco gioco al massacro.

Il film è il remake dell’omonima pellicola del ’72 di Joseph L. Mankiewicz, con protagonisti Caine (allora nei panni di Milo) e Laurence Olivier. La regia nel rifacimento è Kenneth Branagh, eccellente attore di teatro, “il nuovo Olivier” che, poco più che ventenne, ricevette la definitiva consacrazione con l’Enrico V di Shakespeare.

sleuth

Il soggetto di Sleuth è tratto proprio da un testo teatrale, a cura di Anthony Shaffer. Fedele alle unità aristoteliche di luogo, tempo e azione, la pellicola punta molto sul talento degli attori: una sfida vinta, perché gli inglesi Caine e Law (co-produttore di Sleuth, oltre che protagonista) sono perfetti nei rispettivi ruoli. Sleuth è calcolato alla perfezione, non ci sono tempi morti, l’adrenalina è alle stelle.

Anche se la trama rimane la stessa, è interessante notare le differenze con l’originale degli anni Settanta, soprattutto per quanto riguarda la durata del film e la struttura della casa di Andrew (ipertecnologica nel film di Branagh, barocca trentacinque anni prima, grazie alle scenografie di Ken Adam, purtroppo scomparso la scorsa settimana). Ad un certo punto, la storia si trasforma in un brillante gioco dialettico e un modo per riflettere sulla verità come concetto relativo, in quanto lo spettatore è chiamato in prima persona a interpretare gli abili inganni architettati da Andrew e di cui Milo diventa complice. Alla fine scoprirete che niente è quello che sembra.

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