Thomas Vinterberg parla della sua infanzia in una comune

S’intitola The commune il nuovo film di Thomas Vinterberg, in concorso a Berlino 2016. Nel cast,  Ulrich Thomsen, Trine Dyrholm, Fares Fares e Lars Ranthe.
Vinterberg torna a collaborare con Tobias Lindholm, già sceneggiatore de Il sospetto. The commune è ispirato alla vita dello stesso regista, il quale ha trascorso l’adolescenza presso una comune a nord di Copenhagen: ambientata negli anni Settanta, la pellicola analizza alcune battaglie politiche e personali all’interno di una comune danese.
In relazione alla sua esperienza nella comune, il regista danese ha affermato: «Ho trascorso la mia infanzia in una comune e ho nostalgia di quel tempo, in cui la gente era solita condividere tutto […] Nella società odierna c’è tanta solitudine. Ovviamente anche nella comune si poteva essere soli. Ma c’era questa straordinaria possibilità: si comprava una casa, si compravano due birre e si stava insieme» [fonte ANSA].
Vinterberg ricorda che nella sua zona c’erano diverse comuni, tutte diverse fra loro: quella da lui frequentata era composta da professori universitari, critici cinematografici e artisti di ogni genere.
A Vinterberg è stato chiesto se, rispetto al clima di condivisione raccontato in The commune, non abbia mai associato il tema alla spinosa questione dei profughi, nei confronti dei quali la Danimarca è tutt’altro che un Paese accogliente e altruista:«oggi mi vergogno di essere danese e delle politiche della Danimarca» ha evidenziato Vinterberg, sostenendo, però, che nella sua pellicola non c’è alcun riferimento alle attuali questioni politiche e di accoglienza.
Ricordiamo che il prossimo progetto di Vinterberg sarà prodotto da Luc Besson e si intitolerà Kursk: ne e parliamo qui.

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