I magnifici anni Ottanta: cinque titoli dei ragazzi del Brat Pack

Ogni decennio ha i suoi attori cult: nei primi anni Duemila c’erano quelli del Frat Pack, capeggiati da Ben Stiller. Cinquant’anni prima, intorno al quintetto composto da Frank Sinatra, Sammy Davis Jr, Dean Martin, Joey Bishop e Peter Lawford, nacque il Rat Pack. Gli anni Ottanta, invece, furono quelli dei «monelli» del Brat Pack, particolarmente legati alla cultura adolescente dell’epoca.

Ricordiamo Emilio Estévez (che altri non è che il fratello di Charlie Sheen, a sua volta legato al Brat: il vero nome del padre, Martin, anch’egli noto attore, sarebbe Ramon Gerardo Antonio Estévez, mentre Charlie si chiamerebbe, in realtà, Carlos), Rob Lowe, Demi Moore, Kevin Bacon, Matthew Broderick, Tom Cruise, John Cusack, Michael J. Fox, Robert Downey Jr., Sean Penn, Kiefer Sutherland e il compianto Patrick Swayze (anche se quest’ultimo leggermente più “vecchio” rispetto agli altri del Brat, la maggior parte dei quali nati tra il 1960 e il 1970).

Ma quali sono stati i film più belli legati a questo periodo? Difficile stilare una lista completa, noi ci limitiamo a una top five.

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Iniziamo con Stand by me (1986) il film di Rob Reiner (tratto da un racconto di Stephen King, The body) che ha incollato allo schermo e commosso intere generazioni. Stand by me è la storia di quattro adolescenti di Castle Rock, che decidono di partire alla ricerca del corpo di un coetaneo, abbandonato da qualche parte nei pressi di un fiume. Una trama che fonde quattro vicende private, ciascuna con delle ferite mai del tutto rimarginate: sono le storie di ragazzi che fanno i conti con i peccati dei padri, impossibilitati a trovare un riscatto in una cittadina che ha già deciso a priori quale sarà il loro futuro.

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Proseguiamo con I Goonies (1985), film diretto da Richard Donner, su sceneggiatura di Chris Columbus e soggetto di Steven Spielberg: già di per sé tre nomi del genere dovrebbero quantomeno accrescere la curiosità intorno a quest’opera, un simbolo della cinematografia americana degli anni Ottanta, che vede protagonisti sette ragazzi coinvolti in un’impresa epica, quasi fiabesca. Un film a cui sono stati resi numerosi omaggi e tributi, forte di una splendida colonna sonora, in cui spicca The Goonies ‘R’ Good Enough di Cindy Lauper, e delle interpretazioni dei giovani attori, tra i quali figurava Josh Brolin, allora al suo primo ruolo e oggi attore particolarmente apprezzato.

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Terzo titolo, Ragazzi perduti (1987) con alla regia un’altra garanzia, ovvero Joel Schumacher. Sembra una storia normale quella di Lucy Emerson e dei suoi figli: una donna, dopo il divorzio dal marito, sceglie di cambiare vita, in un’altra città, con un altro uomo. Peccato che Michael e Sam (quest’ultimo interpretato dal compianto Corey Haim) vengano coinvolti in una vicenda che ha a che fare nientemeno che con i vampiri. È interessante notare come Schumacher rilegga i disagi adolescenziali trasformandoli in mostri assetati di sangue: in realtà, è solo la storia ad essere sovrannaturale, perché il messaggio di base è profondamente umano, ed è legato alle difficoltà che tutti i ragazzi incontrano nel passaggio da bambini ad adulti.

THE BREAKFAST CLUB, Judd Nelson, Emilio Estevez, Ally Sheedy, Molly Ringwald, Anthony Michael Hall, 1985. ©Universal Pictures/Courtesy Everett Collection

Alleggeriamo un po’ con The Breakfast Club (1985) di John Hughes, che è uno dei registi simbolo della commedia degli anni Ottanta (anzi, diciamo pure che Hughes è il nome di punta del Brat Pack). L’alleggerimento è così per dire, poiché la storia tratta di cinque ragazzi in punizione un sabato pomeriggio nella biblioteca della scuola, costretti a scrivere un tema su un argomento complesso: sé stessi. L’isolamento e il contatto forzati con altri coetanei spingono a degli scontri iniziali, che si trasformano progressivamente in un momento si scambio e arricchimento reciproco, di apertura e confidenza su ciò che più preoccupa, sui sogni e sulle speranze per l’avvenire.

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E visto che abbiamo menzionato Hughes quale regista che forse più di altri ha saputo dare voce ai giovani della “generazione x”, concludiamo con un altro suo film, La donna esplosiva (1985): non è un film che vanta la stessa qualità formale di The Breakfast Club, ma risulta, comunque, una pellicola divertente e vivace, a cui partecipò anche la “donna in rosso” Kelly LeBrock. Protagonisti sono i classici sfigati, sbeffeggiati costantemente dagli amici e snobbati dalle tipe. Decidono così di creare, tramite un computer, la donna perfetta, bella e sensuale, grazie alla quale suscitare l’invidia e ottenere quell’approvazione che a loro è sempre mancata. In realtà, Lisa sarà solo l’espediente tramite cui affrontare le proprie insicurezze, secondo un modello di base (quello relativo a giovani fragili e incerti, alla ricerca di un proprio posto nella società) che costituisce buona parte dell’ossatura dei film a cui gli attori del Brat Pack presero parte.

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