Justin Kurzel – Macbeth

Quando un regista decide di adattare sullo schermo un’opera di William Shakespeare, sa di avere a disposizione personaggi ben costruiti e una storia solida, potente, di grande impatto emotivo. L’aspetto più complesso consiste nel riuscire a rendere tutti questi elementi visivamente. Con il suo Macbeth Justin Kurzel ci è riuscito o, almeno, ha fatto pienamente centro per quanto riguarda la scelta dell’attore protagonista: Michael Fassbender è semplicemente straordinario nel suo Macbeth lacerato e sofferente, diviso tra il senso di colpa per i suoi crimini e la sete di potere.

La storia è più o meno nota ai più, ma vale la pena di ripercorrerla. Macbeth è un nobile e valoroso soldato scozzese, il quale, in seguito a una profezia, si convince di essere destinato a diventare il re di Scozia. Tuttavia, l’uomo è dubbioso e solo le insistenze della moglie, Lady Macbeth (Marion Cotillard), lo spingeranno a compiere l’orribile delitto che potrà assicurargli il trono. Ma anche quando Macbeth avrà raggiunto il suo scopo, nulla sarà più come prima: in un crescendo di ossessioni e violenza, Macbeth si avvia inesorabilmente verso il suo tragico destino.

macbeth

Kurzel propone una lettura abbastanza fedele del testo shakesperiano, ambientandolo in una landa desolata e brulla, simile alla terra in cui Nicolas Winding Refn lasciava errare, alla ricerca di una redenzione, il suo One-Eye in Valhalla Rising. Non si può dire che Kurzel abbia osato, di certo non al pari di alcuni suoi illustri predecessori (Orson Welles e Roman Polański su tutti, ma pensiamo anche a Il trono di sangue di Akira Kurosawa, ambientato in Giappone): ciò che il regista propone agli spettatori è una pellicola “pulita” nella trama e nella caratterizzazione dei personaggi e c’è chi potrebbe contestare un compitino così ben svolto, eppure così impersonale.

Tuttavia, a Kurzel vanno riconosciuti almeno due meriti. Il primo, di aver raccontato il Macbeth di Shakspeare senza dimenticare uno dei suoi elementi essenziali, ovvero il sangue, che tinge di rosso le ultime scene e che è il filo conduttore di tutta la pellicola, il simbolo delle scelte e delle azioni di Macbeth, sul campo di battaglia così come nel privato. Il secondo, è nella splendida fotografia: visivamente parlando, Macbeth è una pellicola spettacolare, maestosa non solo per quanto riguarda gli spazi aperti, ma anche nella ricostruzione degli ambienti chiusi, come la camera degli sposi, dove si svolge una delle scene più belle e significative del film (il confronto tra i coniugi, con Macbeth che punta un coltello contro il ventre della moglie).

Al di là della tragedia che riguarda Macbeth e il potere (o meglio, le conseguenze di quel potere conquistato con la forza), ottima è la rappresentazione del rapporto tra il protagonista e Lady Macbeth, la principale fautrice della svolta omicida del marito, la manipolatrice frustrata, corrotta e instancabile, che trasforma il compagno in uno spietato assassino. Quando la donna comprenderà ciò che l’uomo è diventato, sarà ormai troppo tardi.

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