Current 93 – Nature unveiled

Nel 1984 i Current 93, progetto ideato da David Tibet (vero nome David Bunting), pubblicarono Nature unveiled. L’ascolto ci immerge in un abisso oscuro. Si potrebbe definire l’opera come un monumento alla “dark ambient”, anche se non sono mancano influenze industrial. Cosa potrebbe spingere un musicista a comporre un LP del genere se non una grande inquietudine interiore? Il ripetersi costante delle parole “Maldoror is dead”, le atmosfere cupe, quale lato della natura svelano se non quello più tenebroso?

Le Chants de Maldoror (1869) di Lautreamont segna un punto di svolta per la ribellione di fronte a Dio, ma ancor di più mostrano come dopo la morte del divino non c’è più nulla. Quest’ottica svela la natura. David Tibet compie il mitico passo nel vuoto, e si getta nella tenebra imperscrutabile dell’assenza divina. Nature unveiled è un cantico, un requiem per Maldoror stesso: uccidere Dio nel segno del nichilismo più nero significa distruggere tutto, compresi se stessi.

Lo sperimentalismo dei Current 93 troverà in seguito altre vie con cui esprimersi al di fuori del minimalismo ambient di cui quest’opera ne è la massima rappresentante: Tibet sarà influenzato dall’ondata Neofolk inaugurata dai Death In June, pur mantenendo intatta la sua peculiare ispirazione. Non è dunque possibile comprendere appieno la storia della band senza considerare queste sue radici oscure.

Con Nature unveiled l’ascoltatore si trova di fronte ad un album ostico, di difficile comprensione. Al primo impatto si può esperire una profonda angoscia, un sentimento oscuro che pervade il tutto. Una sorta di misticismo al contrario che porta al cospetto di un buco nero che non riflette nulla. Tra urla e deliri rumoristici, David Tibet fa dell’Abyssus abyssum invocat la sua regola musicale. Se si amano i Current 93 (se li si vuole scoprire davvero), se si amano gli abissi, se si cerca lo sperimentalismo sfrenato, se vi piacciono cantanti disturbati e disturbanti, non potete prescindere da Nature unveiled.

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