Aspettando “La giovinezza”: tutti i film di Paolo Sorrentino

L’attesa è quasi finita: il prossimo 21 maggio – due anni esatti dall’uscita de La grande bellezza – sarà disponibile nelle sale italiane La giovinezza, nuova pellicola di Paolo Sorrentino, con Michael Caine, Harvey Keitel, Jane Fonda, Rachel Weisz, Paul Dano, Ed Stoppard, Tom Lipinski e Madalina Ghenea. Nell’attesa, dedichiamo uno speciale ai lungometraggi del regista napoletano, ricordando che Sorrentino in passato ha diretto anche cortometraggi e spot pubblicitari.

L’UOMO IN PIÙ (2001) – qui la nostra recensione

L’uomo in più racconta l’ascesa e caduta di due individui profondamente diversi, uniti solo da un bizzarro caso di omonimia: Antonio Pisapia (Andrea Renzi) è un promettente calciatore, vittima di un brutto infortunio che ne stronca la carriera sportiva. Antonio “Tony” Pisapia (Toni Servillo) è un famoso cantante col vizio della cocaina, il quale seduce una minorenne e finisce così nei guai. Antonio non si arrende, nella speranza di poter diventare almeno un buon allenatore; Tony, invece, si riduce a cantare in piazze semi deserte, abbandonando lentamente tutte le illusioni di tornare all’apice. Il film è ispirato a due figure realmente esistite, il cantautore Franco Califano e il calciatore Agostino Di Bartolomei, quest’ultimo morto suicida nel ’94.

Andrea Renzi  

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE (2004) – qui la nostra recensione

Titta Di Girolamo è un uomo di cinquant’anni, che da tempo vive in un albergo a Lugano. La sua vita è un susseguirsi di rituali piuttosto particolari: ogni mercoledì mattina, alle 10 esatte, s’inietta una dose di eroina e, una volta all’anno, si sottopone a una pulizia del sangue. Gioca a carte con una coppia di coniugi, non risponde mai al saluto di Sofia, una graziosa dipendente dell’albergo, si concede poche uscite e trascorre il suo tempo nella hall dell’hotel o al bar. In realtà, Titta Di Girolamo è un ragioniere della mafia: settimanalmente riceve dei soldi che ha il compito di depositare su un conto a suo nome. Proprio il nascente rapporto con Sofia metterà in crisi l’esistenza del protagonista e farà nascere in lui il desiderio di liberarsi dalla sua condizione di sottomesso.

Toni Servillo e Olivia Magnani

L’AMICO DI FAMIGLIA (2006) – qui la nostra recensione

La storia ruota intorno a uno strozzino, che maschera la sua attività fingendosi un sarto. Geremia de’ Geremei, questo il suo nome, vive con la madre anziana, ha un rapporto conflittuale con le donne, è sgradevole alla vista e disprezzato per la sua professione. Un giorno, si presenta all’usuraio un padre, che chiede in prestito del denaro per pagare il matrimonio della figlia Rosalba, una reginetta di bellezza che da subito attira le attenzioni di Geremia. L’uomo fa così di tutto per diventare un buon “amico di famiglia” e Rosalba, seppur disgustata, decide di concedersi a lui per ottenere uno sconto sul tasso d’usura. Ormai l’equilibrio di Geremia è spezzato e l’infatuazione per la ragazza sarà l’inizio della sua rovina.

Giacomo Rizzo e Laura Chiatti

IL DIVO (2008) – qui la nostra recensione

Film che racconta parte della carriera politica di Giulio Andreotti (deceduto il 6 maggio 2013), nel periodo tra il ’91 e il ’93, ossia dalla presentazione del suo VII governo all’inizio del maxiprocesso a Palermo, in cui venne implicato per collusione con la mafia. Il film è stato presentato a Cannes 2008, ricevendo quasi dieci minuti di applausi. All’inizio, Andreotti fu piuttosto critico nei confronti del lungometraggio, definendolo una «mascalzonata» («Cerca di rivoltare la realtà facendomi parlare con persone che non ho mai conosciuto»). Da parte sua, Sorrentino rispose con molta serenità al commento negativo: «Andreotti ha reagito in modo stizzito e questo è un buon risultato perché di solito lui è impassibile di fronte a ogni avvenimento. La reazione mi conforta e mi conferma la forza del cinema rispetto ad altri strumenti critici della realtà». Tuttavia, Andreotti non pretese alcun taglio né sporse alcuna querela e, qualche tempo dopo, nel corso di un’intervista dimostrò un atteggiamento diverso nei confronti del lavoro di Sorrentino: «Le mascalzonate sono ben altre. No, questa la cancello».

Toni Servillo nei panni di Giulio Andreotti

THIS MUST BE THE PLACE (2011) – qui la nostra recensione

Primo film di Sorrentino in lingua inglese, This must be the place (il cui titolo omaggia l’omonima canzone dei Talking Heads) ha come protagonista Sean Penn nei panni di Cheyenne, una rock star particolarmente famosa negli anni Ottanta, il cui aspetto fisico richiama quello del leader dei Cure, Robert Smith. Cheyenne è depresso e incapace di tornare su un palco, nonostante le insistenze di chi ancora crede in lui. Un giorno, il padre con cui non aveva da tempo contatti, muore. Cheyenne scopre che il genitore, ebreo miracolosamente scampato ai campi di sterminio, stava tentando di rintracciare uno dei suoi aguzzini, che lo aveva pubblicamente umiliato. Decide così di portare avanti la missione paterna.

Sean Penn e Frances McDormand

LA GRANDE BELLEZZA (2013) – qui la nostra recensione

Oscar al miglior film straniero nel 2014, La grande bellezza racconta la parentesi umana di Jep Gambardella, affascinante critico e giornalista, che si muove in una Roma specchio di un passato glorioso e di un presente decadente. Autore di un unico libro, L’apparato umano, Jep soffre da anni di un blocco creativo che gli ha impedito di cimentarsi ancora una volta nella scrittura creativa. Circondato da amici annoiati e superficiali, Jep inizia a riflettere seriamente sulla sua esistenza in occasione dei suoi sessantacinque anni e successivamente all’incontro con l’ex marito di Elisa, un suo amore di gioventù (l’uomo comunica a Jep che Elisa è morta e che non l’ha mai dimenticato, confidando i suoi sentimenti in un diario). Ma lo spettacolo di cui Jep è da troppo tempo testimone lo ha reso ormai troppo realista e cinico. «Ho cercato la grande bellezza e non l’ho trovata»  dice. Ma, forse, c’è ancora una speranza.

Tony Servillo nei panni di Jep Gambardella

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