Jennifer Egan – La fortezza

Ne La fortezza, Holly, insegnante in un corso di scrittura in carcere, illustra il suo compito agli allievi: mostrare una porta che solo loro possono aprire. Per trovarti a tuo agio nel romanzo di Jennifer Egan, uscito nel 2006, devi prendere alla lettera il suggerimento: aprire le porte e imboccare i corridoi che l’autrice ti indica. Alla fine del tortuoso percorso nel labirinto/fortezza scopri che il protagonista del romanzo sei tu, lettore, chiamato a essere complice delle bizzarrie dello scrittore.

Le trame si incastrano l’una nell’altra come se si fosse in un sogno: il trapasso da una situazione al limite dell’onirico all’altra funziona alla perfezione a tal punto che ti domandi se tu abbia fatto irruzione nell’incubo di uno del tanti personaggi del libro o non sia tua quella delirante storia scopiazzata da illustri modelli letterari. Di cosa parla in effetti La fortezza? Il trentacinquenne Danny, iperconnesso, precario, arriva da New York in un castello medievale, situato da qualche parte nell’Europa centrale; l’ha invitato lì il cugino Howard che vuole trasformare il posto carico di suggestioni e abitato da fantasmi in un resort di lusso. E fin qui siamo dalle parti di Kafka contaminato un po’ alla rinfusa con Il castello d’Otranto di Walpole (1764) e con il bildungroman se si tiene conto dello spazio dedicato all’adolescenza di Danny. Ma in realtà, veniamo a sapere, le disavventure del giovane americano fra tunnel e baronesse quasi centenarie sono state inventate per un esercizio di scrittura creativa da Ray, un detenuto di un carcere di massima sicurezza, spinto a ciò da Holly, la sua insegnante, una ex tossica infelice, che si innamora di lui e lo va a cercare, quando lui misteriosamente scompare, proprio nel castello, ovvero nel luogo da dove ogni cosa ha avuto inizio.

Torniamo insomma alla storia di fantasmi, dopo aver sfiorato il prison movie, il romanzo rosa nonché il racconto sperimentale post moderno che riflette sul suo farsi. Si tratta allora di un invito a trovare i punti di sutura del domino letterario? La fortezza volendo può essere letto anche come la dimostrazione del virtuosismo della sua autrice rivolta ai letterati, e il rischio c’è. Tuttavia la Egan, non si può ignorarlo, nel 2010 pubblicherà Il tempo è un bastardo: entrambe le opere spalancano porte su abissi inquietanti, ove la molteplicità del reale disorienta l’uomo e ne frantuma l’identità in mille particelle vaganti in un universo mutevole a seconda del tempo e costituito da spazi paralleli, fisici, immaginari e virtuali.

ISBN
9788875215934
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