Nelle sale a novembre "Fino a qui tutto bene" di Roan Johnson

Tra i film che saranno presenti al Festival del Film di Roma, in programma dal 16 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, ci sarà anche Fino a qui tutto bene, in concorso nella sezione “Prospettive Italia”, dedicata alle nuove tendenze del nostro cinema.

La pellicola, nelle sale dal 6 novembre per Microcinema, è diretta da Roan Johnson, inglese di nascita, ma italiano d’origine (la madre è di matera) e di stanza (vive a Roma), e racconta la storia di cinque ragazzi, i quali si trovano a trascorrere l’ultimo weekend all’interno della stessa casa. Ora, quel tempo fatto di nottate sui libri e feste all’alba, invidie, brevi amplessi, amori e dolori, sta finendo: i cinque prenderanno direzioni diverse, andando incontro a scelte che cambiano tutto. Chi rimanendo nella propria città, chi partendo per lavorare all’estero.

Protagonisti, Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla e Melissa Anna Bartolini, ai quali si aggiunge l’amichevole partecipazione di Isabella Ragonese. «Nel 2013, l’Università di Pisa mi chiede di fare un documentario e mi sorprendo ad ascoltare ragazzi che, anziché lamentarsi per la crisi, hanno un atteggiamento di sfida – spiega il Johnson -. Di rilanciare, piuttosto che arrendersi. Per questo, quando ci è venuta l’idea per raccontare la fine quel periodo protetto e acerbo, anziché seguire il classico percorso che ci avrebbe portato a sentirci dire che avremmo dovuto aspettare, che i soldi erano finiti, che avremmo dovuto scendere a compromessi produttivi, abbiamo deciso di fare da soli, di non arrenderci, di puntare in alto».

«Questo film sull’amicizia è stato fatto grazie agli amici, alcuni professionisti del settore, altri semplicemente amici – prosegue il regista -. L’organizzatore era il proprietario di una libreria, il data manager uno stagista del Tirreno, la segretaria di edizione era la sceneggiatrice e mia compagna, incinta di cinque mesi. Avevamo un solo macchinista/elettricista, una sola costumista/scenografa. Con questa “Armata Brancaleone” siamo stati liberi di fare un film che ci apparteneva. Gli attori dormivano nella casa dove giravamo così diventavano davvero coinquilini». Un clima, insomma, che «ci ha fatto diventare i personaggi del film: gli attori indossavano i loro veri vestiti, le stanze erano le loro, e quando abbiamo dovuto lasciare quella casa, avevamo tutti davvero un groppo in gola».

Johnson, classe 1974, ha conseguito una laurea e un diploma al Centro Sperimentale. Nel 2005 ha diretto l’episodio Il terzo portiere del film Il gioco più bello del mondo, nel 2011 I primi della lista e, di recente, anche due puntate de I delitti del barlume per Sky. Johnson ha firmato anche un romanzo, Prove di felicità a Roma est, edito nel 2010 da Einaudi.

Fino a qui tutto bene è prodotto da Roan Johnson con la collaborazione degli autori, attori e troupe del film, con il supporto di D-Vision Italia, la partecipazione di Regione Toscana – Toscana Film Commission, e la collaborazione di Filippo Fabozzi e Associati sas e Studio Flu.

Ecco una foto dal film: