Thom Yorke, 110mila download per "Tomorrow's modern boxes"

A ventiquattr’ore dalla messa online, sono già oltre 110mila gli utenti che hanno acquistato e scaricato Tomorrow’s modern boxes, il nuovo album di inediti di Thom Yorke pubblicato su BitTorrent. È presto ovviamente per tracciare bilanci, ma sembra che i fan abbiano gradito la sorpresa del frontman dei Radiohead, che ieri aveva affidato la release del suo secondo disco solista (dopo The eraser del 2006) a questo nuovo meccanismo.

Dopo sole 2 ore, erano stati oltre trentamila i download, nonostante il disco fosse stato messo quasi subito in free download (ovviamente illegale) sui siti specializzati in leak. Il rilascio di Tomorrow’s modern boxes (in vendita a 6 dollari qui) è stato accompagnato da un comunicato di Thom Yorke e di Nigel Godrich, storico produttore dei Radiohead, in cui i due spiegavano che l’operazione è un esperimento, un modo per testare i «meccanismi del sistema»: «se fuziona bene, potrebbe essere un modo per garantire un controllo commerciale a chi realizza il lavoro», in modo da permettere «a chi fa musica, video o altro tipo di contenuto digitale di venderlo autonomamente».

Insomma Yorke e Godrich hanno cercato un’alternativa al modello U2 (che hanno licenziato Songs of innocence tramite un’accordo con la Apple che ha reso disponibile il disco su iTunes gratis) e alle piattaforme di streaming stile Spotify, con cui, per altro, entrambi in passato avevano polemizzato. Sarà interessante monitorare le reazioni di Yorke e Godrich nelle prossime ore, e soprattutto capire se l’esperimento potrà magari essere ripetuto per il nuovo disco dei Radiohead: attualmente, la band inglese è in studio di registrazione per dare un seguito a King of limbs (2011).

Qui sotto, il video di uno dei brani tratti da Tomorrow’s modern boxes, A brain in a bottle:

Tomorrow’s modern boxes è disponibile anche in vinile bianco “deluxe” a questo indirizzo: l’arrivo dell’album era stato anticipato nei giorni scorsi proprio dalla foto di un misterioso vinile bianco che Thom Yorke aveva postato sulla sua pagina Tumblr.