Jake Kasdan – Sex tape. Finiti in rete

La società contemporanea ha sdoganato il porno. Non solo le star del settore (da Sasha Grey a Rocco Siffredi) sono ormai una presenza fissa nei media mainstream, ma addirittura sono diventate vere e proprie icone. Per non parlare poi del fenomeno dei sex tape, i video che immortalano i vip nei momenti più intimi. Ne è passato di tempo dalla pionieristica clip di Pamela Anderson con Tommy Lee: ora i video sono decisamente più “professionali” e dati in pasto alla stampa con calcolo sempre più spregiudicato.

 

Insomma, il sesso oggi è più che mai mostrato, e su questo fenomeno riflette incidentalmente, tra un doppio senso e l’altro, Sex tape – Finiti in rete, la commediola di Jake Kasdan (figlio di Lawrence) con Jason Segel e Cameron Diaz. Protagonista, la solita coppia di quarantenni un po’ in crisi, che cerca di ravvivare un rapporto raffreddato dalla nascita dei figli e dalla nevrosi del tran tran quotidiano. Jay e Annie escogitano allora un piano: mandare i pargoli dalla nonna e trascorrere una serata di sesso. Per dare quel pepe che manca, i due decidono di sperimentare tutte le posizioni illustrate da un libro sul kamasutra e riprendere il risultato con un iPad. E qui cominciano i guai, perché Jay (il classico bravo ragazzo, prodigo al punto da regalare ad amici e parenti i suoi vecchi iPad) inavvertitamente rende disponibile la clip ai suoi contatti.

 

 

I due, allora, cercheranno in ogni modo di recuperare le immagini, nel frattempo pubblicate anche su YouPorn, finendo con l’imbattersi in imprenditori cocainomani (Rob Lowe, che sta per acquistare il blog sul genitore perfetto di Annie) e strampalati guru del porno (Jack Black). Il tutto, ovviamente, generando una quantità di gag volgari e affondando in un cumulo di stereotipi (primo tra tutti quello del porno che rivitalizza il sesso di coppia). Sex tape, insomma, parte da un tema non originalissimo ma sicuramente attuale e spreca tutte le chance di proporre uno straccio di riflessione intrigante, qualcosa che si stacchi dai soliti cliché della commedia americana alla fratelli Farrelly. Peccato, perché Segel e la Diaz (già assieme in Bad teacher, dello stesso Kasdan) sono pure simpatici: la seconda, in particolare, regala la sua prima scena di nudo integrale, e vista la povertà della pellicola è anche comprensibile che gli uffici stampa abbiano puntato parecchio su questa cosa.

 

Nei novanta minuti di Sex tape non succede insomma nulla di diverso rispetto a quanto non abbiate già visto al cinema in diecimila altre commedie simili: c’è persino la lotta di Jay con un cane, molto meno divertente e più finta di quella “cult” in Tutti pazzi per Mary. Un film, insomma, che vale come monito: il sesso è molto meglio farlo che raccontarlo (al cinema).

 

 

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