In attesa di vedere sugli schermi la sua ultima fatica, Magic in the moonlight, vi segnaliamo un’interessante intervista di Woody Allen, tradotta da Mario Baccianini per l’Espresso (qui il pezzo integrale). Interessante perché il regista parla liberamente di temi a lui cari, come l’amore e i rapporti sbagliati (e, aggiungerei, è curioso sentire la sua opinione a riguardo, dopo le recenti e non proprio felicissime vicissitudini che lo hanno visto protagonista), ma anche della sua vita professionale: in primo luogo, Allen racconta la sua scelta di girare gli ultimi suoi lungometraggi (ma non Blue Jasmine) in Europa, anche se New York resta sempre il suo grande amore (nonostante ami trascorrere le vacanze in città come Londra, Roma o Parigi).
«Mi piace lavorare in Europa. Ma se dipendesse da me, girerei sempre a New York perché ci vivo, posso tornare a casa dopo il set e non devo preoccuparmi se il servizio in camera è lento o se mi perdo e devo chiedere a una coppia di turisti lituani che strada prendere per tornare al mio albergo. E quando ho scritto la sceneggiatura di Match point, avevo pensato inizialmente di ambientare la storia a New York ma sarebbe stato troppo costoso, così l’ho riscritta adattandola a Londra e la cosa ha funzionato molto bene» ha confessato Allen. Questo, anche in seguito al grosso successo commerciale, qualche anno fa, con Midnight in Paris: «Se ho un budget di 15 o 18 milioni di dollari per realizzare un film, so che con quei soldi faccio molte più cose in Europa. Spesso posso permettermi di scritturare certi attori solo perché hanno degli intervalli nei loro calendari di impegni e sono disposti a lavorare per una piccola frazione del loro solito cachet. E poi, ho continuato a lavorare in Europa perché ho ricevuto offerte di finanziamento per girare laggiù. È difficile dire quando potrò tornare lavorare a New York, anche se questa sarebbe la mia prima scelta».
Nonostante certi alti e bassi nella sua vita, Allen si considera un uomo fortunato, anche se fortuna e felicità non sono sempre sinonimi: «Sono due cose separate. La felicità spesso dipende dalla capacità di ignorare gli eventi terribili che accadono nella vita e di concentrarsi solo su quelli buoni. Ma raramente le cose vanno come ci aspettiamo. Spesso siamo delusi dai nostri rapporti sentimentali. La maggior parte delle persone non si sente creativamente e intellettualmente soddisfatta dal proprio lavoro. Ma alcuni hanno un loro modo di superare o aggirare la realtà, e si illudono di essere felici. Capita a tutti, e io non voglio certo criticare chi si consola in questo modo. Il mio modo di affrontare le negatività della vita, come l’invecchiamento o il fatto di non vivere all’altezza delle mie ambizioni, tuttavia è quello di continuare a lavorare, guardare le partite o andare al cinema. È il mio modo di illudermi e tenermi occupato per non cadere nella disperazione di fronte al lato più oscuro delle cose. Posso correre sul mio tapis roulant ogni mattina e mangiare cibi sani, ma alla fine la morte verrà a prendermi».
E l’amore? Perché molti dei film di Allen riflettono proprio sull’impossibilità, la maggior parte delle volte, di trovare il compagno giusto con cui trascorrere il resto della propria vita: «Spesso uomini e donne si innamorano della persona sbagliata, o di qualcuno che non prova alcun interesse per loro. Le variabili in gioco sono talmente tante che gli esseri umani tendono ad accontentarsi di molto meno di quel che vorrebbero o sperano che il loro cuore li stia conducendo nella direzione giusta. Ma non è sempre così. Parlando con i miei amici mi sono trovato a sostenere che gran parte della nostra vita e della nostra felicità dipendono dal destino. Due persone devono essere molto, ma molto fortunate se si innamorano e riescono anche ad andare d’accordo nella vita di ogni giorno».
Infine, quanto pesano gli istinti sull’innamoramento e sulla capacità di far durare un rapporto? «Spesso tradiscono le nostre migliori intenzioni. In teoria potreste anche incontrare la donna ideale. Quella che tutti i vostri amici ritengono perfetta per voi. Una donna brillante, attraente, brava a letto e convinta che siate meravigliosi. Ma voi amate un’altra, la segretaria a cui piacciono i film d’azione e che veste come una prostituta. È pazzesco innamorarsi di lei, ma vi succede e non potete faci niente né cambiare il vostro modo di sentire. L’amore è fuori dal nostro controllo, e nessun grado di saggezza o di coscienza storica e sociale potrà mai cambiare questo aspetto della natura umana».
Di seguito, il trailer di Magic in the moonlight:
