Da domani al cinema "La zuppa del demonio" di Davide Ferrario

Arriverà nelle sale domani La zuppa del demonio, il nuovo film di Davide Ferrario, presentato con grande successo all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

La pellicola, distribuita da Microcinema, racconta, attraverso i materiali d’epoca conservati dall’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa, «l’ambigua natura dell’utopia del progresso che ha accompagnato tutto il secolo scorso», come si legge nelle note stampa. Il titolo del film deriva da un’espressione di Dino Buzzati, che, nel commento al documentario Il pianeta acciaio (1964), parlava di «zuppa del demonio» per descrivere le lavorazioni nell’altoforno. Cinquant’anni dopo, la definizione è stata ripresa da Ferrario per raccontare lo sviluppo industriale e tecnologico del nostro paese.

«È facile oggi inorridire davanti alle immagini (proprio de Il pianeta acciaio) che mostrano le ruspe fare piazza pulita degli olivi centenari per costruire il tubificio di Taranto che oggi porta il brand dell’ILVA», spiega Ferrario. «Eppure per lungo tempo l’idea che la tecnica, il progresso, l’industrializzazione avrebbero reso il mondo migliore ha accompagnato soprattutto la mia generazione, quella nata durante il miracolo economico italiano». «Per raccontare questa eccentrica epopea abbiamo deciso di evitare commenti di storici, interviste ad esperti e didatticismi vari», racconta il regista. «Abbiamo preferito andare alla sorgente, usando i bellissimi materiali dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea, dove sono raccolti cento anni di documentari industriali di tutte le più importanti aziende italiane. Abbiamo fatto parlare il film con le loro voci e le loro immagini, riservando al montaggio il compito di esprimere il nostro punto di vista di narratori».

L’obiettivo dell’intera operazione, sottolinea Ferrario, «non era svolgere un discorso storico, politico o sociologico: ma provare a restituire il senso di energia, talvolta irresponsabile ma meravigliosamente spencolata verso il futuro, che è proprio ciò di cui sentiamo la mancanza oggi. Non per macerarsi in una mal riposta nostalgia: ma per capire come siamo arrivati dove stiamo ora».

Ecco il trailer ufficiale del film: