Ettore Scola in libreria con “Un drago a forma di nuvola”

Ettore Scola, dal cinema ai fumetti. Una delle sceneggiatura del regista romano, Un drago a forma di nuvola, scritta assieme alla figlia Silvia Scola e a Furio Scarpelli, è diventata una graphic novel, disegnata da Ivo Milazzo (creatore, con Giancarlo Berardi, di Ken Parker) e pubblicata da Bao Publishing.

«Quando mi hanno proposto di fare un album a fumetti di un film non fatto che parlava di amori, malumori, pensieri, credevo sarebbe stato impossibile perchè nella storia c’era poca azione – ha spiegato il regista, che è intervenuto oggi alla presentazione del volume, alla libreria Borri della Stazione Termini, a Roma -. Ma quando ho conosciuto Ivo Milazzo ho capito che tutto sarebbe stato possibile, e quando ho visto il fumetto ho ritrovato tutte le mie idee».

La storia alla base di Un drago a forma di nuvola è quella di un sessantenne libraio antiquario parigino che, per la prima volta, scopre l’amore, al quale però è costretto a rinunciare, ha spiegato Scola, «per un altro amore, più forte, quello per la figlia paraplegica, immobilizzata da trent’anni, che non si muove, non parla ma capisce più di tutti. Ha sostituito tutti gli organi che le mancano con l’intelligenza e la sensibilità».

La sceneggiatura, scritta con la figlia Silvia e Furio Scalpelli («anche lui, come me, grande appassionato di fumetti»), era pronta per diventare un film, per il quale il regista voleva Gerard Depardieu, Audrey Tautou, Nastassia Kinski e Massimo Troisi, ma poi non se ne fece più nulla. «Il progetto del film, prima che mi fermassi, era già molto avanti, avevo fatto anche i sopralluoghi a Parigi, dove la storia è ambientata, e Ivo ha catturato perfettamente la città che volevo mostrare», ha rivelato Scola.

E a chi gli fa notare che comunque non è troppo tardi per tornare dietro la macchina da presa, l’83enne regista (che l’anno scorso ha realizzato Che strano chiamarsi Federico, dedicato all’amico Federico Fellini) fa sapere che non ne ha intenzione. «Ci si alza troppo presto e si va a letto troppo tardi, non ho più di queste pulsioni, forse ho fatto troppi film… Ma un nuovo fumetto con Ivo Milazzo lo farei subito».