"The dark side of the sun" di Hintermann finalmente al cinema

Appuntamento domani al cinema con The dark side of the sun di Carlo Shalom Hintermann, presentato al Festival di Roma nel 2011 e che racconta la storia di un gruppo di esseri umani che, in tenera età, hanno contratto una rara malattia della pelle – lo Xeroderma Pigmentoso – , che la rende particolarmente sensibile all’esposione al sole (da qui il titolo, “il lato oscuro del sole”). Basta un minimo contatto con la luce diurna perché la pelle diventi particolarmente recettiva ai tumori e all’invecchiamento precoce: così, queste persone sono state tutte raccolte in una sorta di centro estivo, dove poter condividere delle esperienze notturne.


Quella di Hintermann è una pellicola di cui si è parlato moltissimo, perché affronta un tema molto importante, quello della solitudine che deriva dall’essere diversi: è sufficiente una malattia che allontana dal giorno per sentirsi esclusi, perché anche se di notte, nel campo, tutti possono condividere un momento di aggregazione importante, che dura fino all’alba, è vero che poi la luce del giorno isola dal mondo intero. Un’opera che intende omaggiare lo studio Ghibli e l’intero lavoro del maestro Miyazaki, un documentario che tutti dovrebbero vedere per liberarsi un po’ del proprio individualismo, mettendosi per una volta nei panni degli altri, di chi sta decisamente peggio (e non si parla solo dei malati, ma anche delle loro famiglie).

«Abbiamo girato a Camp Sundown per tre anni, facendo dei workshop e facendo girare gli stessi bambini. Per noi era fondamentale capire dove la loro attenzione veniva posta: affidarci a loro è stato il modo per trovare la chiave di scrittura e di narrazione del film. Le loro narrazioni sono ribaltate, come ribaltato è il loro rapporto con il giorno e la notte. Le stesse suggestioni e gli stessi suggerimenti sono stati poi centrali per costruire la parte d’animazione, che ha prodotto una cosmoginia unica, resa magnificamente dal lavoro di Lorenzo Ceccotti e dei suoi collaboratori» ha spiegato il regista [fonte comingsoon.it]. L’edizione italiana della pellicola è doppiata da Leo Gullotta e da Pino Insegno. Quest’ultimo ha voluto sottolineare come rispetto alla malattia siano inutili trovate pubblicitarie estemporanee e quanto, invece, conti di più un impegno duraturo.

Si è detto che questo documentario potrebbe essere uno strumento utilissimo per creare un ponte tra i medici, i malati e le loro famiglie, e noi ci auguriamo possa essere effettivamente così. Dunque, vi consigliamo caldamente di andare al cinema domani e, nel frattempo, vi proponiamo di seguito il trailer del film:

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