“Un giorno sull’isola”: il libro della De Gregorio (e figlio)

«All’improvviso, nella controra. – Comunque mamma anche se i fogli si sono persi io quelle storie me le ricordo. Le dovrei scrivere perché sennò finisce che me le dimentico. Però non so se sono capace. Nonno era bravissimo, io non lo so fare. […] Dunque è stato lui a suggerirmi la risposta. L’amore agisce, non prende appunti. Non dovevo piú scrivere di Lorenzo nei miei taccuini. Dovevo scrivere con Lorenzo. Colmare la distanza che ci separava cosí, giocando con le parole. Imparando le sue, mettendo sul tavolo le mie. Una marcia di avvicinamento guardinga e prudente, sarebbe stata, ma anche spensierata e gratuita, pensavo. Perché non si sbaglia mai, quando si gioca con le parole: l’errore è bandito da questa terra cosí come la punizione, il giudizio. Le parole fioriscono e diventano quello che vogliono. Inventano terre che non c’erano. Avremmo rifatto lo stesso gioco: lui mi avrebbe raccontato la storia del nonno, avrebbe fatto lo sforzo grande di scriverla mettendo in fila una quantità immensa di parole, tutte quelle parole che nei giorni restano smozzicate nel dialogo, si accasciano abbreviate nei telefoni, scompaiono sostituite da disegni su Facebook, si irrigidiscono come soldati nelle interrogazioni a scuola. Avrei preso il bandolo della sua storia e l’avrei portata in giro, a fare due passi, a ballare, a guardare dentro una stanza chiusa, in barca. Le mettiamo insieme, le nostre parole, e vediamo dove vanno» [da Un giorno sull’isola]

Una madre e un figlio arrivano su un’isola, si siedono allo stesso tavolo e, tramite due computer, si parlano. Avete capito bene: i due personaggi comunicano scrivendosi. Da qui parte il nuovo libro di Concita De Gregorio, Un giorno sull’isola, pubblicato da Einaudi e disponibile in libreria dallo scorso 8 aprile.

Un libro scritto a quattro mani con Lorenzo, il figlio («Abbiamo cercato tanto quei fogli, dopo. E anche se rimane un mistero dove siano finiti, la memoria mi è stata alleata, abbiamo ritrovato Gatto e Corvo, li abbiamo seguiti. Dopo quasi undici anni mi sono riapparse la porta da cui eravamo entrati, con nonno, e la chiave che mette in fila le parole, genera le storie. Le ho scritte insieme a mia madre, la figlia di nonno. Questo è un viaggio, è un saluto, è un ricordo»). La De Gregorio la conosciamo un po’ tutti, dal momento che è una firma importante di la Repubblica, oltre a essere stata direttrice de L’Unità. Di seguito, un video realizzato per Repubblica.it dai due autori: