Il titolo è senz’altro uno di quelli che attira immediatamente l’attenzione. È piuttosto sarcastico che un libro s’intitoli Il caso editoriale dell’anno (Edizioni Anordest). Autore, Anonimo. Non è uno scherzo (vabbé, lo confessiamo, il vero nome dell’autore è Roberto Saporito).
Di cosa parla questo libro? C’è uno scrittore che scrive un romanzetto di poco conto, un libro nel quale non crede manco lui. Eppure, ironia della sorte, quel testo diventa un enorme successo, scala la classifica delle vendite, viene tradotto in tutte le lingue del mondo. L’autore diventa una presenza fissa ai festival letterari, è conteso dalle ragazze e accumula una marea di soldi.

Roberto Saporito
Il romanzo è una pesante critica al mondo editoriale, perché chi ne fa parte sa perfettamente di autori che campano sul lavoro (duro) di editor e ghostwriters, che oggi diventano scrittori veline, calciatori, presentatori tv, per non parlare di talent tipo Masterpiece che forgiano a tavolino ipotetici aspiranti autori. Critiche che ricadono sulle stesse rassegne dedicate all’editoria, alla classe dei lettori, ai meccanismi che muovono questo gigantesco marchingegno della carta stampata e che finisce per penalizzare chi, pur con mille meriti, la fama non la raggiungerà mai.
L’autore di questo cinico e divertente libro è nato ad Alba nel 1962, ha pubblicato raccolte di racconti e romanzi, proposti nelle antologie e in numerose riviste letterarie. È, inoltre, membro del comitato scientifico del festival «Letture corsare». Alcuni suoi titoli sono Carenze di futuro (Zona), Il rumore della terra che gira (Perdisa Pop), Generazione di perplessi (Edizioni della Sera) e Un’educazione parigina (Perdisa Pop).
