Gli otto scrittori preferiti di David Foster Wallace

David Foster Wallace è morto da sei anni ormai (il 12 settembre del 2008), ma la sua letteratura continua a parlarci. Pochi autori hanno saputo condensare tanto bene una generazione ed un epoca tra le pagine di un libro e, al tempo stesso, risuonare universali, sempre attuali. E poi, anche volessimo dimenticarcene, c’è sempre il buon Bret Easton Ellis che, un giorno sì e l’altro pure, ci ricorda il suo disprezzo per il collega.

Tuttavia, se stavolta scriviamo di Wallace non è perché l’autore di American psycho ha sproloquiato. In questi giorni, qualcuno evidentemente in vena di nostalgie è andato a ripescare una vecchia conversazione di David su Reddit con i suoi fan, risalente al maggio del 1996 (a febbraio era uscito il suo capolavoro, Infinite jest). Nella chiacchierata, piuttosto lunga (la trascrizione integrale la trovate qui), si parla di tante cose, tra il serio e lo scherzo; ma soprattutto, Wallace indica i suoi autori contemporanei preferiti. Eccoli qui sotto, nell’ordine di citazione:

Don DeLillo


Assieme a Philip Roth è probablmente il più grande scrittore americano vivente. Classe 1936, newyorkese, ha firmato, tra gli altri, capolavori del postmodernismo come Americana (1971), Rumore bianco (1987), Underworld (1999), Body art (2001) e Cosmopolis (2003, da cui David Croneneberg ha tratto il suo omonimo film), tutti pubblicati in Italia da Einaudi.

Cynthia Ozick


È nata a New York nel 1928, ma è di origine ebraica e la sua cultura influenza profondamente la sua letteratura, che riflette un’attenzione per la tradizione ma non disdegna le forme letterarie più moderne. Tra i suoi libri, Lo scialle (1989), Eredi di un mondo lucente (2004) pubblicati in Italia da Feltrinelli, e il recente Corpi estranei (2010), proposto in Italia da Bompiani.

John R. Powers


Scomparso a gennaio dell’anno scorso, Powers ha pubblicato 4 romanzi, The last catholic in America (1973), Do black patent leather shoes really reflect up? (1975), The unoriginal sinner and the ice cream God (1977) e The junk drawer, corner store, front porch blues (1992), nessuno tradotto in Italia. All’attività di romanziere, Powers ha affiancato quella di sceneggiatore.

Amy Michael Homes 


La Holmes è considerata una delle figure più innovative e provocatorie della nuova generazione di scrittori (è del 1961). Il New Yorker l’ha inserita tra i “venti scrittori per il nuovo millennio). È autrice, tra le altre cose, della raccolta di racconti La sicurezza degli oggetti (1990, Feltrinelli) e dei romanzi Jack (1989, Feltrinelli), La fine di Alice (pubblicato da Minimum Fax nel 2005) e Questo libro ti salverà la vita (2006) e La figlia dell’altra (2007), usciti anche questi per Feltrinelli.

Denis Johnson


Nato a Monaco di Baviera nel 1949 ma americano, Jonsoh ha vinto il National Book Award nel 2007 con il romanzo Albero di fumo (Tree of smoke), edito in Italia da Mondadori. È anche autore della bella raccolta di racconti Jesus son (1992, Einaudi), da cui è stato tratto l’omonimo film di Alison Maclean.

David Markson


Altro autore inedito in Italia, David Markson è scomparso nel 2010. È anche lui un esponente della scuola postmodernista, ed ha all’attivo titoli come Springer’s progress (1997), Wittgenstein’s mistress (1988) e Reader’s block (1996). Il suo ultimo libro è del 2007, The last novel. Markson era anche poeta.

Jayne Ann Phillips


Jayne Ann Philips è un’autrice americana, nata nel 1952. Da noi non è mai stata tradotta, sebbene i suoi lavori siano finiti nelle librerie di ben 12 paesi diversi. Negli anni ’70 si è dedicata ai racconti (tra le raccolte di maggior successo, Black tickets). Il suo primo romanzo, Machine dreams, è del 1984. 

Louise Erdrich


Nata in Minnesota nel 1954, la Erdrich è considerata una delle scrittrici americane più importanti in circolazione. È autrice di numerosi romanzi, poesie, racconti, libri per l’infanzia e un memoir sulla sua precoce maternità. In Italia sono stati pubblicati Medicina d’amore (Mondadori, 1985), La casa di betulla (Feltrinelli Kids, 2006), Passo nell’ombra (Feltrinelli, 2011): quest’ultimo è stato finalista al Pulitzer negli USA (il premio andò poi ad Elizabeth Strout). Con La casa tonda (Feltrinelli, 2013) la Erdrich si è aggiudicata il National Book Award 2012.