Ty Segall – Gemini

La scorsa primavera era uscito Sleeper, un anomalo e bellissimo disco acustico. Lasciar passare troppe stagioni senza presentare un nuovo lavoro, si sa, non è roba alla Ty Segall. Così, dopo appena qualche mese di silenzio arriva Gemini. Che si tratti di un gemello imperfetto di Twins oltre che dal titolo è chiaro fin dalla copertina, una variazione in rosa di quella dello splendido lavoro uscito lo scorso anno.

Gemini è un disco di demo: raccoglie alcune registrazioni avvenute tra il 2010 e il 2012, la maggior parte delle quali sono finite poi proprio su Twins. Ad un primo ascolto il garage rock di Gemini è tal punto rozzo e a bassa fedeltà che sembra quasi di ascoltare un ragazzino qualunque intento a suonare la sua chitarra in cameretta e non il famoso rocker di Laguna Beach.

Ad aprire l’album è Thank God for sinners, esattamente come in Twins, ma lo fa prima con un rumore fastidioso, poi con una chitarra molto più distorta del brano originale e un sound casalingo che ben rappresenta quello che sarà l’intero album. I brani di Gemini sono più scarni, più immediati, come se stessimo assistendo alle prove di Ty Segall. You’re the doctor, uno dei brani migliori di Twins, qui è più lenta rispetto all’arrangiamento definitivo, la batteria più selvaggia; nei primi secondi si sente addirittura qualcuno che ride, e il risultato è decisamente molto rock and roll.

Tutti i brani, da Would you be my love, acustica e scarna alla bellissima Ghost, talmente psichedelica e malinconica allo stesso tempo da ricordare alcuni pezzi di John Lennon, rendono Gemini un disco profondamente intimo e accogliente. Il sound potente e le distorsioni di Twins spariscono, così come tutta la sovraproduzione: Ty Segall ci regala un disco un po’ grezzo ma pieno di una meravigliosa purezza inesistente in tutti i lavori ufficiali, un lavoro libero dalla perfezione acustica ottenuta in studio, vuota dei riverberi e degli effetti a cui ci ha abituato.

A tratti si sente la mancanza del solito sound potente e delle schitarrate elettriche: certo Gemini non è un disco per tutti, lo stesso Ty Segall ha deciso di farlo uscire solo in edizione limitata in vinile, ma è un lavoro prezioso perché mette a nudo il processo creativo del musicista facendone emergere più di tutti gli album precedenti la sua grande bravura come songwriter. Tolti tutti gli abbellimenti di sovraproduzione insomma quello che rimane è un ragazzo che suona la chitarra nella cameretta, un garage-rocker sbilenco, diretto e assolutamente talentuoso.

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