In un libro tutti i sogni di Arthur Schnitzler

Se diciamo Arthur Schnitzler la maggior parte di voi penserà al suo Doppio sogno, che ha costituito la base per il film Eyes wide shut, ultima pellicola di Stanley Kubrick prima della sua morte. I protagonisti del lungometraggio (così come della novella, anche se i due prodotti sono ambientati in epoche differenti e ai personaggi vengono cambiati i nomi) sono una coppia di coniugi, apparentemente sereni, i quali, durante la vicenda, sono scossi delle rispettive confessioni sui propri desideri più intimi.

Ma per Schnitzler il tema del sogno non si esaurisce a questo libro, anzi. Proprio di recente la casa editrice il Saggiatore ha pubblicato Sogni 1875-1931, un volume in cui sono raccolti gli appunti dello scrittore su oltre cinquant’anni di sogni notturni, in cui trovano posto anche molti esponenti della cultura viennese a lui contemporanei. È in questi frammenti che lo scrittore mostra tutto il suo interesse per la psicanalisi, le mode e i drammi del suo tempo. Schnitzler non è solo particolarmente attento ai moti della sua anima, ma anche alla potenza espressiva del mondo onirico, capace, più della razionalità, di spiegare il complesso mondo interiore di ogni essere umano.


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