Aaliyah, niente più disco postumo con Drake

È dal 2012 che se ne parla, ma sembra che difficilmente il disco postumo di Aaliyah, la cantante r&b morta nel 2001 a soli 22 anni, vedrà la luce. Il produttore Noah “40″ Shebib, che era al lavoro sui nastri assieme a Drake, si è sfilato dal progetto

L’annuncio è arrivato dallo stesso Shebib in un’intervista a Vibe, e sembrerebbe che a far precipitare le cose sia stato proprio l’ingresso in squadra di Drake. All’inizio il progetto era stato affidato al solo Shebib, «poi Drake mi ha detto: “Posso farlo con te?” e io gli ho risposto “Certo, lo faremo insieme”. Tutti hanno però reagito negativamente al coinvolgimento di Drake, e così io non voglio più avere nulla a che fare con questa storia». Nelle parole di Sheibb è evidente l’amarezza: lui stesso dice di essere sempre stato ossessionato da Aaliyah (come del resto Drake) e del resto la stessa etichetta della vocalist, la Blackground, l’aveva contattato spiegando «che se lei fosse stata ancora viva avrebbe voluto che io curassi questo progetto».

Invece: «è stata un’esperienza molto triste per me». Tra i nomi coinvolti nel progetto, anche Timbaland: «Timbaland mi ha detto “Non fermarti, fa’ il disco”. Credo volesse dirmi “Non sarò io a fermarti. Se non lo farai, è una tua decisione”. Ma alla fine non mi sentivo a mio agio e non mi piaceva lo stigma che mi portavo dietro”. A pesare, anche il giudizio della famiglia. Dopo la pubblicazione dell’inedita Enough said, altri sette brani erano completi, «ma quando la madre di Aaliyah ha detto “Non voglio che questa roba esca”, ne ho avuto abbastanza. E ho mollato tutto».

Enough said, qui sotto, non era male, ma conserva il fascino inquietante dell’operazione un po’ necrofila: giudicate voi.