"Take five": la mala sullo schermo

Take five ha ottime possibilità di vittoria al Festival del Film di Roma.

Film definito dal suo stesso regista, Guido Lombardi, uno spaghetti-gangster, il take five del titolo è un’espressione utilizzata tra i musicisti per dire “prendiamoci cinque minuti di pausa”. Infatti, Lombardi ha affermato di aver voluto rappresentare i suoi «cinque personaggi come se fossero cinque strumenti irregolari di un’orchestra che, a un certo punto, si prendono una pausa».

Nella pellicola tutti i protagonisti hanno dei precedenti penali, sono soli, diffidenti verso i complici, differenti nei caratteri, ma uniti da un unico desiderio: guadagnare per poter cambiare vita. Non è tutto: alcuni degli attori hanno davvero un passato nel mondo della criminalità, risultando per questo anche più credibili sullo schermo.