Giacomo Leopardi e il falso inedito

Nel 2011, durante le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, venne data la notizia del ritrovamento di una poesia inedita di Giacomo Leopardi, L’Italia agli italiani.

Oggi, Lucio Felici, Presidente del Comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, affida ad Affaritaliani.it un comunicato in cui attesta che l’inedito sarebbe, in realtà, un falso.

«Che l’inedito fosse un falso lo sapevano, ai tempi loro, Giacomo, i suoi parenti e i suoi amici: per sincerarsene basta consultare l’Epistolario leopardiano con i corrispondenti, a cura di Franco Brioschi e Patrizia Landi (Torino, Bollati Boringhieri, 1998, 2 voll.). Tuttavia, per dissipare ogni ombra, ho voluto approfondire il “caso” addentrandomi in pazienti ricerche (anche con l’aiuto di amici generosi), confluite in un documentatissimo articolo uscito nel n. 9/2013 della “RISL-Rivista Internazionale di Studi Leopardiani”, organo ufficiale del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, in appendice (pp. 18-26) al testo della conferenza su L’italianità di Leopardi che avevo tenuto il 29 giugno 2012, nell’Aula Magna del Comune di Recanati […] l’articolo disegna il ritratto del vero autore di quei versi (Pietro Leopardi, un patriota un po’ ambiguo che non aveva alcuna parentela con Giacomo), ricostruisce l’occasione che lo indusse a improvvisarsi poeta, esamina l’edizione a stampa del componimento (Parigi, Baudry, 1836) e la confronta con la copia manoscritta contrabbandata come autografo leopardiano, riporta le lettere di Giacomo, Monaldo, Paolina e altri che documentano l’inevitabile confusione avvenuta tra i “due Leopardi”, sconosciuti l’uno all’altro».

Il comunicato per esteso lo potete leggere a questo link.

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