AA. VV. – Comic movie

C’è anche Peter Farrelly tra i registi di Comic movie, e questo dovrebbe darvi già una buona misura dell’aria che tira nel film. Non è tanto una questione di qualità della pellicola, quanto piuttosto di tipo di comicità. Quella di Peter e del fratello Bobby, in combutta per cose come Scemo e più scemo, Tutti pazzi per Mary e il più recente I tre marmittoni, è di grana grossa, demenziale, volgare. I Farrelly, però, non sono il punto più basso di questo tipo di comicità, e la riprova la fornisce proprio Comic movie, che arruola undici registi e mezza Hollywood (Hugh Jackman, Kate Winslet, Halle Berry, Naomi Watts, Emma Stone, Uma Thurman, Dennis Quaid, persino Richard Gere) con il solo scopo di fare uno sfregio al buon gusto.

Il film ha una struttura a cornice: due ragazzi, desiderosi di vendicarsi di un odioso vicino esperto d’informatica, decidono di fargli uno scherzo (è il 1° aprile). Per distrarla e potergli così sottrarre il portatile (che provvederanno a infettare di virus), i due sfidano la vittima a trovare in rete un misterioso film, Movie 43. I sedici sketch di Comic movie emergono così, nel corso di questa ricerca nei meandri di Google. E non è un caso, ovviamente: la pellicola è una raccolta di frattaglie comiche, di scarti assemblati in maniera cialtronesca. Tra perversioni sessuali e ossessioni scatologiche, Comic movie, piuttosto che riscrivere e attualizzare le regole del genere (il modello è Ridere per ridere di John Landis), finisce con lo svilirle definitivamente.

Qualche esempio? In Appuntamento al buio, Jackman e la Winslet interpretano una coppia alle prese con la prima uscita: piccolo particolare, lui ha dei testicoli sotto il mento. Obbligo o verità (come il precedente, di Farrelly) è imperniato su una variante del gioco: una delle cose meno bizzarre che la Berry fa è spegnere le candeline sulla torta di un bambino cieco. In iBabe (diretto da Steven Brill), si parla di un lettore mp3 che ha le fattezze di una donna: i doppi sensi su porte, ingressi e spinotti si sprecano. Ne La proposta (di Steve Carr), Chris Pratt, per accontentare le perversioni sessuali della sua fidanzata (Anna Faris), scola un flacone intero di lassativo. E tanto per rimanere in tema di secrezioni corporee, in Amore alla scuola media (regia di Elizabeth Banks) a Chloë Grace Moretz il ciclo viene per la prima volta proprio durante quando è con il ragazzo di cui è innamorata, Nathan (Jimmy Bennett), il padre e il fratello di questi (Christopher Mintz Plasse).

Non è finita qui: si potrebbe continuare a discendere la china del trash per molto ancora. «La più grande commedia di tutti i tempi» è uno dei claim che ha accompagnato l’uscita della pellicola, ma è ampiamente ingiustificato, per non dire patetico: Comic movie è un film pigro, svogliato, girato in maniera sciatta, come se ai registi stessi, in primis, non importasse granché. La concentrazione di divismo e l’esplicita promessa di disimpegno totale su cui il film faceva perno per raggranellare qualche milione di dollari in giro per il mondo, non hanno funzionato: Comic movie è un esercizio ozioso, neppure buono a scalare il box office.