John Kennedy Toole – Una banda di idioti

Nel 1976, la signora Toole iniziò a tempestare di telefonate lo scrittore Walker Percy per sottoporre al suo giudizio Una banda di idioti, redatto negli anni Sessanta dal figlio, John Kennedy Toole, morto suicida nel 1969. Quando Percy chiese per quale motivo avrebbe dovuto affrontare la lettura del voluminoso manoscritto, la donna rispose: «Perché è un grande romanzo». E un grande romanzo lo è davvero, anzi: Una banda di idioti è un autentico capolavoro. Pochi libri possono vantare una storia e dei personaggi così ben costruiti, inseriti in una New Orleans variopinta, a sua volta delineata con perizia, proprio com’è impressa nell’immaginario collettivo: è come se nella lettura fossimo accompagnati dalle note jazz di qualche sassofonista, in un intreccio di suoni, colori e caratteri epici, pittoreschi, tra i quali domina il mastodontico Ignatius Reilly.

Ignatius è grasso, maleducato, indolente, razzista, volgare e anche piuttosto rivoltante. Vive con la madre, che maltratta e mortifica, e passa le sue giornate a comporre pamphlet contro una nazione «priva di geometria e teologia», convinto di possedere la soluzione al degrado morale. Adducendo come scusa il malfunzionamento della valvola cardiaca, Ignatius rifiuta di trovarsi un lavoro, finché non è obbligato a farlo per far fronte alle necessità economiche famigliari. Attorno a lui si muovono altrettanti bizzarri individui, che incarnano nevrosi, insicurezze, smanie di grandezza e chimere di eterna giovinezza, tutti specchio di un’America dipinta con sarcasmo, fragile, ma che in questi personaggi – soprattutto in quello di Ignatius – trova la sua reale ed intrinseca identità.

Walker Percy lesse quell’ammasso di fogli unti e disordinati che la signora Toole gli consegnò, e se ne innamorò. Questo permise la pubblicazione di Una banda di idioti nel 1980 e, successivamente, anche di uno scritto giovanile di Toole, La Bibbia al neon (1989). Il successo fu strepitoso e il riconoscimento postumo è quasi giustificato dalla citazione di Jonathan Swift che ispira il titolo del libro: «Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui». Nel 1982 doveva essere realizzata una trasposizione cinematografica del romanzo, con John Belushi nella parte del protagonista, ma il progetto naufragò a causa della prematura morte dell’attore al Chateau Marmont. Passano Belushi, che doveva vestirne i panni, e Toole, che l’aveva creato: ma nella memoria dei lettori, Ignatius Reilly rimane indelebile.

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