Piove (come sempre, ad Aumarais) la notte in cui Milto Kayik bussa alla porta della locanda di Aurélie Madelon, al civico ventisette di rue des Ternes. Milto è un viaggiatore che viene da lontano e, come tutti i viaggiatori, sta cercando qualcosa. Ha una promessa da mantenere, qualcuno da trovare. Aurélie e Gaël, un ragazzino che vive con lei alla locanda, sono abituati a vedere molte facce nuove da quelle parti, ma Milto ha qualcosa di diverso. È misterioso, così come la storia che lo ha condotto in quella città.
L’elemento più affascinante del libro d’esordio di Francesco Fracassi è la citta in cui è ambientato, Aumarais. Una città «rimasta incompiuta, un’ipotesi di città, una speranza di città», presente soltanto nelle brevi descrizioni dell’unica strada che la divide in due, rue des Ternes. Ci sono una stazione, una locanda, una panetteria, una chiesa, due cimiteri, un fiume. Eppure più che una vera città Aumarais sembra uno stato dello spirito. I personaggi che la abitano sono bloccati. Ripetono lo stesso percorso, gli stessi gesti, sentono sempre le stesse cose. Attendono. Attendono l’arrivo di qualcuno che sani quella ferita che si portano dentro, perché, come sostiene Calvino nella citazione in apertura, «tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo».
Sia Milto che i personaggi che incontra nel corso della sua ricerca sono abbozzati secondo linee essenziali. Sono chiusi, silenziosi, si fanno attraversare, bloccando sporadicamente lo sguardo del lettore. Rimangono anche per questo delle presenze deboli e, se l’effetto in parte è certamente voluto, si ha comunque l’impressione che, così come nella città, anche nel libro ci sia qualcosa di potenzialmente appassionante ma incompiuto.
Aumarais, però, ha la capacità di incuriosire molto. E il lettore viene appagato nel giusto modo, lentamente. Si ha voglia di risolvere l’intreccio che si fa via via più complicato. Gli indizi, che si richiamano da una pagina all’altra del libro, riescono alla fine a trovare ognuno il giusto posto, senza troppe forzature. La piacevole scrittura di Fracassi e la sua capacità nel mescolare diversi piani temporali e molteplici punti di vista tengono bene in piedi un romanzo che si fa leggere molto volentieri.




