Spike Lee – Malcolm X

Malcolm X non è solo un uomo, ma un pezzo di storia americana, quella storia che, nel 1992, Spike Lee ha voluto portare al cinema, incitando la gente di colore a boicottare il lavoro e la scuola per assistere alla prima del film. Una pellicola che da sola non basta per raccontare la storia del leader afroamericano, poiché, secondo le parole dello stesso Lee, Malcolm X non fu una persona, ma più persone nel corso della sua esistenza.

Con l’intento di ritrarre le varie fasi del percorso di Malcolm X, Lee struttura il lungometraggio utilizzando differenti tonalità cromatiche, corrispondenti a diversi momenti spazio-temporali. Si parte dai colori sgargianti della giovinezza del protagonista: Malcolm conduce una vita piuttosto sregolata, dedicandosi al contrabbando di whisky, alle scommesse, e intrattenendo due relazioni, con Laura, afroamericana di buona famiglia, e Sophia, una ragazza bianca.

I colori si fanno poi più tetri. Nel febbraio 1946, Malcolm viene arrestato: condannato a dieci anni di carcere, in prigione si accosta agli insegnamenti del predicatore Elijah Muhammad, avvicinandosi sempre di più alla religione musulmana. Malcolm si dedica alla lettura in modo quasi ossessivo e, una volta libero, è pronto per mettersi al servizio di Muhammad, che non solo predica a favore dell’Islam, ma inneggia anche all’odio contro i bianchi.

Da questo momento in poi inizia la rinascita spirituale di Malcolm, libero dal suo passato, con nuovi obbiettivi e idee. Tuttavia, le persone che lo circondano – a partire da Muhammad – non sono poi così limpide e trasparenti: ad un certo punto il cammino di Malcolm imbocca un’altra strada, soprattutto dopo il pellegrinaggio alla Mecca, dove l’uomo entra in contatto con l’essenza più pura e reale dell’islamismo.

Se pubblico e critica si dividono sui contenuti del film, unanime è il consenso per l’interpretazione di Denzel Washington, la cui grandiosa performance celebra il vissuto di Malcolm X. Da più parti reputato razzista, disapprovato per il suo operato e il suo pensiero, guardato con sospetto, da alcuni giudicato mentalmente instabile, Malcolm X rappresenta nonostante tutto la lotta di emancipazione del popolo afroamericano e il suo diritto al rispetto, un diritto che (per usare le parole di Malcolm, che chiudono il film) verrà perseguito su questa terra e in questa società «con ogni mezzo necessario».

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