Quim Monzó – Mille cretini

Non sono proprio mille, ma cretini di certo. C’è il principe azzurro che tenta in svariati modi di svegliare la bella addormentata dal suo sonno, invano: alla fine è lui ad addormentarsi, per sempre. C’è Toni, che entra in classe con una profonda ferita sul collo, dalla quale il sangue esce copioso, ma viene ammonito poiché è venuto meno all’etichetta, esordendo senza dire “buongiorno”, con la divisa sporca di sangue – lo stesso sangue che rischia di insozzare il parquet! Ma è probabile che uno dei peggiori cretini descritti da Quim Monzó sia il ragazzo che, dopo tanto tempo, incontra la sua ex fidanzata e decide di sposarla, poiché ha scoperto che è malata terminale: peccato che la donna guarisca miracolosamente dal suo brutto male e che il neo marito, a quel punto, non sappia più che fare.

Due parole su quest’autore, molto conosciuto e amato nella sua Barcellona: Quim Monzó non è solo un talentuoso scrittore di romanzi, racconti – come quelli contenuti in Mille cretini, edito in Italia da Marcos y Marcos – e saggi, ma ha collaborato anche con il noto regista spagnolo Bigas Luna nei dialoghi di alcuni suoi film, fra cui Prosciutto prosciutto (1992). Suo è il discorso d’apertura – in forma di racconto, una novità rispetto agli interventi degli anni precedenti – nell’edizione del 2007 della Fiera di Francoforte, anno in cui la Catalogna era paese ospite d’onore.

«Ama il vino italiano, le parole in via d’estinzione, le inchieste assurde»: «The Guardian» lo considera uno dei massimi scrittori viventi e i critici di tutto il mondo non hanno che parole positive su di lui. In effetti, con Mille cretini, Monzó dimostra di possedere non solo fantasia, senso dell’umorismo e innegabili qualità di scrittura, ma anche la capacità di confezionare dei racconti brevi di grande impatto emotivo (come nel caso de Il sangue del mese venturo, un’inconsueta rilettura del tema dell’Annunciazione, con una Madonna che non intende accettare la sua gravidanza).

Mille cretini è un libro divertente, piacevole, da leggere tutto d’un fiato. Monzó riflette sui miti, le abitudini, i difetti della moderna società, portandone certi aspetti all’esasperazione, creando dei personaggi che sono delle vere e proprie “macchiette”, al limite del grottesco: lo scrittore non rinuncia a ritrarli in modo impietoso, concedendo, però, momenti di tenerezza e riflessione, come nel caso del padre ne Il signor Beneset.

Mille cretini è, senza dubbio, uno dei migliori titoli suggeriti negli ultimi tempi dalla casa editrice milanese e Quim Monzó un autore da proporre e riproporre il più spesso possibile.

 

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