Michel Gondry – Be kind rewind. Gli acchiappafilm

Eppure il signor Fletcher l’aveva detto: non far entrare Jerry nel negozio. È un combina-guai, distrugge tutto quello che gli capita a tiro. Da uno come lui, ci si può aspettare qualsiasi cosa. E infatti Mike, che nella videoteca del signor Fletcher fa il commesso (il padrone gliel’ha affidata per qualche giorno, causa un viaggio d’affari), sperimenta subito i catastrofici effetti della vicinanza dell’amico. Rimasto contaminato da una visita notturna alla centrale elettrica (paranoico, è convinto che stia inquinando la città), Jerry “smagnetizza” tutti i VHS del negozio. Per placare i clienti inferociti e far fronte alle richieste, i due elaborano un piano strampalato: rifare i film a modo loro. Sarà un successo, che quasi rischierà di salvare la videoteca dalla chiusura (la solita speculazione immobiliare sta per fagocitarla).

Con Be kind rewind (inutilmente reso in italiano con Gli acchiappafilm), Gondry firma una poetica ed appassionata dichiarazione d’amore per il cinema, quello “vero”, fatto con pochi mezzi e tanto cuore. La storia del signor Fletcher e della sua videoteca, fedele al VHS e testardamente ostile al progresso del DVD, si presta inevitabilmente alla nostalgia dell’analogico: Gondry l’asseconda, ma lo spettro emotivo (e ideologico) di Be kind rewind non s’esaurisce nell’apologia dei classici hollywoodiani o dei b-movie “cult”. La lezione alla base del film è positiva, piuttosto: il cinema può sopravvivere ai disastri della modernità ossessionata dal denaro se si reinventa, se lascia spazio alla fantasia senza chiudersi nella ricerca tecnica.

Per racimolare il denaro ed avviare le riparazioni necessarie a scongiurare la demolizione dell’edificio, Mike e Jerry (aiutati da Alma), convincono gli entusiasti abitanti del quartiere ad inscenare uno sgangherato biopic su Fats Weller. Tutti sanno che la storia messa in giro dal signor Fletcher, secondo cui il celebre jazzista sarebbe nato proprio nel palazzo della sua videoteca, è fasulla, ma che importa? Il cinema annulla il confine tra verità e menzogna, realtà e sogno; crea mondi, segna biografie e scolpisce mitologie (fasulle), sconvolge le convenzioni e, tra una risata, un bacio e un inseguimento interstellare, risveglia per qualche ora le coscienze, intorpidite dal grigiore del pragmatismo, del business a tutti i costi. Il sangue, qui, è solo pomodoro, i neri e i bianchi possono essere amici, l’amore eterno e un’avventura (a lieto fine) c’aspettano dietro ogni angolo: possiamo riviverla all’infinito, basta “riavvolgere la pellicola”. La brutalità del mondo, per qualche minuto, rimane fuori dalla sala. Ad aspettare.

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