Sam Raimi – La casa 2

Sul finale de La casa (1981), avevamo lasciato un Ash ormai spacciato, vittima di un demone risvegliato, per sbaglio, dalla lettura di un verso del Libro dei morti. Il secondo capitolo della saga di Sam Raimi, invece, si apre su redivivo Bruce Campbell che, in compagnia della fidanzata, guida verso la baita nel bosco che aveva fatto da sfondo al primo episodio. Basta poco, però, per capire che questo non è un sequel vero e proprio, quanto piuttosto una rielaborazione di Evil dead. Una rielaborazione ovviamente fedele allo spirito originario ma più ricca (più budget) e, se possibile, ancor più eccessiva.

Neanche dieci minuti, e Linda (Denise Bixler) è già posseduta da demone e decapitata da Ash. Comincia così una sarabanda di scherzi infernali, con il protagonista che, a seguito di un morso della ragazza, è costretto ad auto-mutilarsi per estirpare la malvagia creatura dal proprio corpo. Le cose precipitano quando sul posto arriva la figlia del proprietario, Anne. La ragazza ha con sé altre pagine del Necronomicon da consegnare al padre, l’archeologo che, tempo addietro, ha destato il demone dal suo lungo sonno. Arrivata nella baita e appreso della morte dei genitori, Anne capisce che l’unico modo per catturare il demone (che nel frattempo uccide i suoi accompagnatori, il collega studioso Ed e le guide Jake e Bobby Jo) è confinarlo in un’altra dimensione. Le pagine che ha con sé riescono ad aprire un varco spaziotemporale: tuttavia, Anne muore prima che possa recitare la formula per richiuderlo e Ash ne viene risucchiato. Si risveglierà nel 1300, dove una folla urlante lo acclamerà come l’eroe del cielo di un’antica profezia, venuto a liberarli da un’oscura piaga.

La casa 2, dunque, si chiude con quello che sarà l’incipit de L’armata delle tenebre (1990), l’ultimo capitolo della trilogia raiminiana – questo sì in successione cronologica e narrativa con il suo predecessore. Costato oltre tre milioni di dollari a fronte dei 375.000 del primo episodio (che di dollari ne aveva incassati, però, quasi trenta milioni), Evil dead 2 è imperniato su un crescendo sfrenato e ironico, cartoonesco. Ricco di citazioni (in una scena s’intravede pure il guanto di Freddie Kruger), quello di Raimi è un grand guignol parodistico e irriverente, in linea con la “politica del corpo” del cinema horror anni ’80, col suo corredo di escoriazioni, mutilazioni, deformità e protesi artificiali (il braccio-motosega di Ash). Il ritmo martellante, le inquadrature suggestive e allucinate, e la recitazione straniata, anti-naturalistica di Campbell, fanno de La casa 2 un autentico “cult”.

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