Billy Wilder gira Uno, due, tre! nel 1961, a Berlino, proprio nei giorni della costruzione del Muro. Ispirata ad un atto unico di Ferenc Molnár (Egy, kettő, három, 1929), la pellicola offre un perfetto esempio della commedia vibrante e corrosiva del regista tedesco, qui immersa in un clima da Guerra fredda. Assieme allo sceneggiatore I. A. L. Diamond, Wilder dà vita ad una sarabanda inebriante, che si fa beffe tanto del comunismo sovietico che del capitalismo occidentale.
James Cagney è lo straordinario interprete del vulcanico McNamara, direttore della filiale della Coca Cola a Berlino. Desideroso di salire ai piani alti della società, l’uomo accetta di ospitare a casa sua, per un paio di settimane, Rossella (Pamela Tiffin), figlia del suo capo, Mr. Hazeltine. McNamara ha in progetto di esportare la Coca Cola oltrecortina, tramite una strampalata delegazione commerciale russa, tuttavia i suoi piani sono messi in difficoltà dalla ragazza, la quale, ogni notte, s’incontra segretamente alla Porta di Brandeburgo con un giovanotto comunista, Otto Piffl (Horst Bucholtz). Quando, passati due mesi dal suo arrivo, Mr. Hazeltine decide di venire a recuperare la figlia, Rossella sembra essere sparita. McNamara è nel panico, incarica il suo fido collaboratore Schlemmer (Hanns Lothar) di iniziare le ricerche, ma la ragazza riappare improvvisamente e fa un annuncio scioccante: lei e Otto si sono sposati.
L’ascesa di McNamara alla dirigenza europea, promessagli da Hazeltine per i suoi servigi, sembra così minacciata. L’uomo, allora, prima fa arrestare Otto per evitare che metta in pratica il proposito di fuggire con Rossella, poi, appena scopre che questa è incinta, organizza per il giovane la fuga dalla prigione: aiutato dalla segretaria-amante Fraülein Ingebord (Liselotte Pulver) e dalla delegazione sovietica (a cui, in cambio di collaborazione, ha promesso la donna), McNamara riesce a liberare il giovane, truffando alla fine anche i russi. Al protagonista non resta che una soluzione, data l’imminente visita di Hazeltine: trasformare il giovane comunista in un perfetto aristocratico, Von Droste-Schattenburg. Il risultato sarà così soddisfacente che Hazeltine darà a lui la direzione degli stabilimenti europei, mentre a McNamara riserverà un pur prestigioso ruolo ad Atlanta.
«Ma in questo mondo sono tutti corrotti?!», chiede a un certo punto Otto. McNamara risponde: «Non lo so, non conosco mica tutti!». La Berlino che fa da sfondo al racconto di Wilder non è più il cumulo di macerie post-bellico, ma una città amorale, dove non si salva nessuno. Uno, due, tre! non ha freni, e in un crescendo rutilante, battuta dopo battuta, demolisce tanto la retorica comunista che il cinismo capitalista. Folgorante. Uno dei migliori Wilder.
