Irma appartiene a una comunità mennonita: il padre sceglie di lasciare il Canada per trasferirsi con la moglie e i figli in Messico, nella desertica regione del Chihuahua. Per tradizione, i Mennoniti hanno optato per uno stile di vita semplice – nonostante, con il tempo, la dottrina sia diventata meno rigida a riguardo -, e anche la famiglia di Irma vive in una modesta fattoria. Un giorno, la ragazza conosce un messicano di nome Jorge a un rodeo. I due si sposano, ma i sogni di felicità – vivere in un faro e possedere una barchetta – ben presto si scontrano con la dura quotidianità: Jorge si rifiuta di lavorare nella fattoria e abbandona Irma, la quale si ritrova sola ed emarginata dal padre, che non ha mai accettato il suo matrimonio. Le cose cambiano quando giunge in zona una troupe cinematografica: Irma viene assunta come interprete e la sua esistenza subirà una svolta decisiva.
La protagonista di Mi chiamo Irma Voth è la tipica adolescente che cerca il suo posto nel mondo: sebbene, in parte, affezionata al nucleo d’origine – soprattutto alla sorella Aggie -, Irma brama una propria identità e indipendenza. L’esperienza con la troupe è uno dei modi con cui la giovane stabilisce un contatto con l’ambiente esterno, una risposta al suo bisogno di conoscere una realtà diversa da quella mennonita in cui è cresciuta. Irma è un po’ ingenua e conserva la spontaneità tipica dei suoi anni, ma nello stesso tempo è animata dalla forte volontà di gettarsi nella mischia e di uscirne completamente nuova, rinata, pronta a prendere delle decisioni personali in piena autonomia. L’autrice di questo libro, Miriam Toews, sa bene di cosa sta parlando: pure lei discende da una famiglia mennonita, ed è stata «tirata su da genitori piuttosto burberi». In Swing low: a life (2000) la Toews raccontava del padre Mel, vittima di una lunga depressione. Anche in Mi chiamo Irma Voth la figura paterna assume un ruolo fondamentale: da un lato il padre è colui che frena, in nome degli antichi valori della comunità, dall’altro si trasforma nella molla che fa scattare la trasgressione di Irma, legata a lui, ma comunque desiderosa di intraprendere un percorso di emancipazione dal suo vissuto passato.
Grazie a una narrazione fluida e avvincente, la scrittrice trasporta i suoi lettori in un’atmosfera magica, dove il fittizio si fonde con il vero, in un romanzo che ci pone faccia a faccia con le debolezze e le paure della protagonista, ma anche con il suo coraggio ed entusiasmo: in fondo, c’è un po’ di Irma Voth in ognuno di noi.




