Neri Pozza

Neri Pozza: ritratto breve di un «vecchio provinciale» tra arte, editoria e vita

È il 4 aprile del 1956, e Neri Pozza scrive a Goffredo Parise, rimproverando all’autore vicentino di aver smarrito, nel suo ultimo lavoro, Il fidanzamento, pubblicato proprio quell’anno, «l’esuberanza patetica e piena di forza» della sua opera prima, Il ragazzo morto e le comete (1951): «Non ti dolere di questo parere negativo, io sono un vecchio provinciale con idee estremamente chiare anche se sbagliate (per te). Saranno idee d’arte e di poesia, che fanno pochi soldi, ma sono le sole capaci di sedurmi e interessarmi. Il resto, per me, è buio e vanità». Ci sono delle parole, a volte, che meglio di una biografia intera riescono a raccontare una persona. Forse perché troppe volte una persona è molto di più di ciò che ha compiuto nella vita. La frase giusta per iniziare a conoscerlo ce la fornisce così proprio lui, Neri Pozza, questo vicentino eclettico che amava l’arte, in ogni sua forma ed espressione, più di ogni altra cosa.

Nasce a Vicenza il 5 agosto del 1912, e lì vive la sua infanzia, frequentando il Liceo Classico Pigafetta. Il richiamo per l’arte è però già troppo forte, così Neri lascia in anticipo gli studi per seguire il padre Ugo nel percorso di scultore che gli regala, insieme a quello di incisore, numerose soddisfazioni. Subito dopo arriva l’amore per la poesia e i primi versi pubblicati, nel 1945, con La maschera in grigio. Ormai da tempo, però, nella sua testa e nel suo cuore si fa strada un desiderio, quello di aprire una propria casa editrice; e già nel ’38 il progetto prende forma con le edizioni dell’Asino Volante, grazie alle quali viene stampata una raccolta di poesie di Antonio Barolini, La gaia gioventù. Nel ’41, la sigla editoriale si trasforma ne Il Pellicano, per la quale, nel ’42, esce l’antologia Saffo e altri lirici greci. Sono anni difficili, la guerra avanza, e Neri porta avanti attivamente le proprie idee antifasciste entrando a far parte della resistenza vicentina: tra il 1944 e il 1945 viene anche incarcerato. Anni più tardi, da questa esperienza trarrà un libro, La prigione. Alla fine del ’45 si trasferisce a Venezia, dove incontra Lea Quaretti, della quale pubblicherà le opere più importanti e che diventa la sua compagna di vita.

Nel 1946 vede la luce la Neri Pozza Editore, per la quale escono subito due titoli: Petere Rugg l’errante, di William Austin, e Paludi, di André Gide. Negli anni immediatamente successivi, Pozza si impone nel mercato come uno degli editori italiani più intraprendenti e originali, con un catalogo in cui figurano nomi importanti: sono pubblicate le Poesie nuove di Vincenzo Cardarelli e, nel 1947 vede la luce la celebre versione del Vangelo, affidata a quattro letterati: Nicola Lisi, Corrado Alvaro, Diego Valeri e Massimo Bontempelli. Tra il 1950 e il 1956 alcuni titoli di successo per la casa editrice: In quel preciso momento (1950) di Dino Buzzati, Il ragazzo morto e le comete (1951) e La grande vacanza (1953) di Goffredo Parise, Il primo libro delle favole (1952) di Carlo Emilio Gadda, Pianissimo (1954) di Camillo Sbarbaro, La bufera e altro (1956) e Farfalla di Dinard (1956) di Eugenio Montale. Nel 1961 nasce «Tradizione americana», una collana in cui appaiono tradotti autori come Whitman, James, Melville, Thoreau, Emerson, Hawthorne. Tra i saggisti Pozza si assicura la collaborazione di figure fondamentali dell’epoca, da Marchesi a Cecchi, da Ragghianti a Pasquali.

Neri Pozza

Siamo alla fine degli anni ’60, e l’amore per la scrittura torna più forte che mai. È il momento di scrivere racconti e romanzi. Dopo La prigione, racconto della sua esperienza di resistente e di carcerato connotato da un grande impegno civile, è tra il ’69 e l’88 che pubblica (per altri editori) le sue opere più importanti. Prima tra tutte Processo per eresia (Vallecchi, 1969), che un grande successo di pubblico e critica e che arriva tra la cinquina dei finalisti al Premio Campiello del 1970. In questo romanzo arte e letteratura si fondono, e ne nasce un affresco verosimile della vita veneziana del XVI secolo. Giorgio Pullini, curatore dell’opera omnia su Neri Pozza, scrive riguardo alla prosa dello scrittore vicentino: «è una prosa discorsiva, che si compiace spesso (e sono i tratti più confidenziali e gustosi) di un lessico dialettale, di colore talvolta arcaico come se rievocasse parole e modi di dire appresi fin dall’infanzia e dai suoi progenitori, mescolato a qualche recupero colto». Tre sono i generi che Pozza tocca con la sua produzione: biografie, autobiografie e scritti su Venezia. Trovano posto nella prima categoria ritratti di personaggi famosi: Tiziano (1976) e Vita di Antonio il Santo di Padova (1984) e alcuni ritratti di personaggi della cultura e dell’arte novecentesca italiana: Ritratti vicentini e altro (1987) e Personaggi e interpreti (1985). Autobiografie sono invece Commedia familiare (1975), Una città per la vita (1979) e L’ultimo della classe (1986), in cui descrive la sua formazione, l’infanzia e la giovinezza. Da ricordare anche Il pidocchio di ferro (1988), Gli anni ideali e Libertà di vivere (postumi), tutti basati sugli anni della lotta al fascismo e del dopoguerra. Due sono invece i libri dedicati a Venezia: Le storie veneziane (1977) e Le luci della peste (1982).

Tutta la produzione letteraria di Pozza è radicata nell’amore per la terra d’origine, una terra dalla quale non si è mai distaccato. Le sue sono storie di una provincia colta ma allo stesso tempo operosa, a cui dedicare attenzione, senza però dimenticare le altre vicende italiane ed europee. Tutto questo, mantenendo inalterato l’amore per la poesia che, come ricorda Fernando Bandini,

Doveva scaturire dal cuore, essere in presa diretta con la vita. Ed è alla poesia che egli ha affidato, nelle pagine di felice risultato come in quelle meno felici, il segreto della sua gioia e della sua pena. Nella sua attività poetica si rispecchiano i momenti più intensi della sua esistenza: gli amori giovanili, la guerra e il carcere, il grigio dopoguerra, la madre amata e pianta, i luoghi della sua vita fuori di Vicenza (Venezia, Asolo); e infine, centro della sua vita matura, Lea.

Fine polemista, grande temperamento e forte senso civico, Pozza, tanto da ricoprire la carica di consigliere comunale per il Partito Repubblicano nella sua Vicenza. Proprio nella sua città si è spento il 6 novembre 1988, donando al Comune la sua collezione di dipinti d’arte contemporanea, ospitati nella Pinacoteca Civica a Palazzo Chiericati.

Per celebrare l’anniversario della nascita di Neri Pozza, la casa editrice ha pubblicato le Opere complete (1975-1988), due volumi di prosa e poesia che mettono in risalto non solo uno scrittore, un poeta e un artista ricercato e apprezzato da pubblico e critica, ma soprattutto la sua personalità umanista, la sua capacità e lungimiranza di raccogliere attorno a sé i più grandi intellettuali della sua epoca, e di scoprirne altri. La stessa casa editrice ha indetto un Premio Nazionale di Letteratura con l’obiettivo di scoprire i germi della letteratura, dell’arte e della poesia nel tempo presente, restituendo dignità allo scouting editoriale, all’attività di selezione e valutazione dei talenti da parte delle case editrici.

Ci sono passioni, a volte, che come alcune parole riescono a raccontare una persona meglio di tante biografie intere. Forse perché troppe volte una persona è molto di più di ciò che ha compiuto nella sua vita. E la letteratura, per Neri Pozza, era la passione giusta per viverla, quella vita. Era la sua chiave di lettura del mondo, pur riconoscendo sempre un certo primato della vita stessa sulla letteratura. Questo lo faceva muovere, questo ha acceso un fuoco in lui, quello della cultura, che andava oltre l’accademico e il formale. Così, questo «vecchio provinciale» dalle idee chiare aveva ragione quella volta che scrisse a Parise: arte e poesia seducono e interessano, e riescono anche a vincere buio e vanità.

Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.