Paolo Cognetti – Sofia si veste sempre di nero

Con Sofia si veste sempre di nero, Paolo Cognetti scrive una serie di racconti in cui centrale non è necessariamente solo Sofia (cosa che il titolo potrebbe tranquillamente suggerire).

Per Paolo Cognetti è centrale anche – e soprattutto – chi con lei ha un legame più o meno intenso, per cui di ciascuno si arriva a indagare una piccola, ma importante, porzione di vissuto.

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La trama

Sofia Muratore ha un carattere difficile: si lega e altrettanto facilmente sfugge alle persone, ha uno strano rapporto col cibo, è indecifrabile, bizzarra, dotata di un’eccentrica vitalità, spesso nascosta sotto un atteggiamento crepuscolare, ermetico, quasi anaffettivo.

Sofia si veste sempre di nero e nero, il più delle volte, è pure il suo umore. Attorno a lei si muovono altri esseri umani, dalla zia rivoluzionaria, per un periodo in esilio a Parigi a causa del suo trascorso sovversivo, ai genitori, due ombre che si limitano a sopravvivere.

Da una parte la madre, Rossana, affetta dal “mal di vivere” che la costringe a giornate chiusa in camera; dall’altra il padre, Roberto, un affermato ingegnere che vive una lunga relazione con una sua collega, sperimentando un’evasione dall’asfissiante clima famigliare che, col tempo, finisce per avere delle ripercussioni sullo sviluppo emotivo della moglie e, in parte, della figlia, che a un certo punto decide di andarsene, prima a casa della zia, poi a Roma, dove può coltivare la sua passione per il teatro.

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti – La recensione

È Paolo Cognetti stesso a illustrare ai lettori le sue intenzioni, in un post pubblicato sul suo blog: i capitoli che compongono Sofia si veste sempre di nero godono di una certa autonomia, possono essere letti e compresi singolarmente, in modo del tutto indipendente dal testo nella sua globalità; nel contempo, essi si riuniscono nel romanzo per dar vita a un disegno più ampio, più complesso.

Così Paolo Cognetti coniuga due diverse forme, quella del racconto (che gode di «immediatezza, economia rigorosa del materiale narrativo, la libertà di sperimentare e quel senso di illuminazione che i migliori finali possiedono»), e quella del romanzo, più profonda e articolata.

È un bel libro questo di Cognetti, classe 1978, appassionato di montagna e letteratura americana: Sofia si veste sempre di nero (minimum fax) è scritto bene, nel senso che la lettura è davvero piacevole e fluida. Cognetti concepisce una protagonista misteriosa e ricca di sfaccettature; inoltre, riesce a dare spessore e sostanza pure a tutti gli altri personaggi che si inseriscono nei vari episodi, mentre i capitoli beneficiano di una struttura narrativa solida, capace di coinvolgere e tenere viva l’attenzione dalla prima all’ultima pagina.

Sofia riesce a sopravvivere alle sue manie e nevrosi, senza lasciarsi schiacciare dai dispiaceri quotidiani, abile nell’individuare un proprio percorso – anche se non sempre equilibrato nel senso comune e generale del termine – e nell’elaborare una personale coscienza di sé, al di là di tutti coloro con i quali viene a contatto, che prendono parte alle sue avventure e che, nonostante tutto, non riescono mai a imporsi su di lei o a condizionarla in alcun modo.

copertina
Autore
Paolo Cognetti
Casa editrice
Minimum Fax
Anno
2017
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
208
ISBN
9788875218263
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