Elisabeth van Gogh – Mio fratello Vincent

Mio fratello Vincent ripropone, in una serie di passaggi scelti tradotti direttamente dall’olandese, il breve libro di Elizabeth van Gogh, pubblicato nel 1910. La donna racconta la vita del grande Vincent van Vogh, suo fratello maggiore. Attraverso le sue parole seguiamo il pittore muoversi rapidamente e senza risultati da una città all’altra, da un lavoro all’altro, dopo un iniziale e promettente apprendistato nel settore del commercio dell’arte. Vincent si sente imprigionato, ha l’irrefrenabile bisogno di trovare un modo per esprimere la propria interiorità ma una timidezza insormontabile gli impedisce di relazionarsi con il resto del mondo.

Poi la svolta: l’incontro con la pittura. Il genio trova la sua direzione, lavora senza sosta, impegnato a rappresentare in un primo momento il mondo cui si sentiva più vicino, quello dei lavoratori, dei poveri e degli infelici, poi i colori, i fiori ed i paesaggi della Provenza. Incapace di placare il suo spirito creativo, Vincent consuma fino allo stremo il fisico e le energie. Nonostante l’assidua presenza e l’aiuto dell’amato fratello Theo, il crollo fisico e i numerosi ricoveri all’ospedale di Arles trascinano il pittore in una depressione sempre più profonda, fino alla tragica morte.

I fatti narrati dalla donna sono prima di tutto dei “ricordi personali”, «impressi in modo così chiaro e indelebile nella mente dell’autrice, che è stata felice di trascriverli per amore della verità». Quello che colpisce, però, è il distacco con cui sono raccontati. La posizione della donna è evidentemente molto marginale rispetto alla vita del fratello, come se la guardasse scorrere silenziosamente davanti ai propri occhi. Nonostante alcuni punti del racconto lascino intravedere degli spiragli meno superficiali, l’autrice non riesce e non può scendere in profondità, incapace di capire fino in fondo il fratello, inaccessibile nella sua solitudine, e nella sua arte.

Mio fratello Vincent è comunque una lettura interessante per chi voglia guardare la vita di un pittore tanto celebre attraverso gli occhi di una presenza a lui tanto vicina quanto sconosciuta; lo stile sobrio e misurato di Elizabeth non può raccontare la violenza, l’anima e i colori della vita del fratello ma riesce in ogni caso a tracciare un elegante ed essenziale ritratto del tormentato pittore.