Mike Patton rifà Luciano Berio

Mike Patton si cimenta di nuovo con la musica italiana. Dopo aver omaggiato, due anni fa, con l’album di cover “Mondo Cane”, Fred Buscaglione, Fred Buongusto, Mina, Ennio Morricone, Roberto Murolo, Nico Fidenco, Gianni Morandi, Gino Paoli e Nicola Arigliano, l’ex Faith No More si butta su un repertorio più “serio”. “Laborintus II”, il nuovo album, in uscita per la Ipecac il 3 luglio, è infatti una reinterpretazione dell’omonima opera firmata nel 1965 da Luciano Berio (1925-2003), compositore d’avanguardia e pioniere dell’elettronica sperimentale, che Patton ebbe modo di eseguire live con l’Ictus Ensemble di Bruxelles nel 2010, all’Holland Festival di Amsterdam. La composizione di Berio è a sua volta ispirata a “Laborintus”, poema che Edoardo Sanguineti scrisse in occasione dei 700 anni della nascita di Dante Alighieri.

A proposito della nuova release, Patton ha sottolinato «come tutta la musica contemporanea italiana sia sfortunatamente marginalizzata, forse anche per le barriere linguistiche o per la difficoltà di comprensione. Berio – ha continuato l’artista americano – stava insegnando in California quando ha scritto questa pièce, e all’epoca ascoltava jazz, pop e folk, incorporandoli tutti nella sua opera, senza pregiudizi. Pur fedeli al contesto storico di un pezzo del secolo scorso, abbiamo comunque tenuto in considerazione il fatto che questo progetto potrebbe attirare un pubblico molto più giovane, per il quale ‘Laborintus II’ rappresenterebbe la prima scoperta del lavoro di Berio».

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