Gus Van Sant – Mala noche

All’inizio della sua carriera di regista, Gus Van Sant dedica una trilogia agli “sconfitti”, ai ragazzi sbandati, alla deriva, con un grande bisogno di appartenere a qualcuno, di essere amati: Mala noche, del 1985, è la prima pellicola di questo progetto, seguita da Drugstore cowboy (1989) e Belli e dannati (1991). Il punto di forza del lungometraggio è un bianco e nero mai casuale: la luce colpisce i corpi in modo mirato, svelando, in un sottile gioco di chiari e scuri, gli stati d’animo e i pensieri dei personaggi. Il merito è di John Campbell, autore della fotografia, che riesce a trasformare una pellicola a basso costo (appena 25mila dollari) in un piccolo gioiello, essenziale ma mai banale, secco, che arriva dritto al punto. Il soggetto è tratto da un racconto autobiografico di Walt Curtis, e narra dell’amore di un giovane commesso di nome Walt per Johnny, un immigrato messicano in cerca di opportunità negli Stati Uniti. Il film non è incentrato solo sul tema dell’amore omosessuale, ma anche sull’amore non ricambiato, sulla ricerca di una felicità impossibile proprio perché «si può essere felici solo in due» ma «i nostri cuori rispondono a stelle che non vogliono saperne di noi» (Herbert Marshall, L’Antologia di Spoon River). Ma Mala noche è anche un’opera su chi abbandona la propria terra alla ricerca di una condizione di vita migliore, giungendo in paesi che, troppo spesso, non offrono possibilità di riscatto.

Mala noche è un primo abbozzo di Belli e Dannati, la coppia Walter-Johnny si avvicina per certi versi a quella MikeScott, anche se Mike non cercherà mai di comprare l’affetto dell’amico: al contrario, Walt decide di pagare Johnny che, tuttavia, rifiuta la proposta e durante una gita in macchina scompare. Sullo sfondo, la città tanto amata dal regista, Portland, che, come molti altri luoghi ritratti da Van Sant, mantiene una staticità tale da annichilire qualsiasi tensione individuale da parte dei singoli. Poco importa che i corpi esprimano la loro forza interiore se ciò che li circonda li schiaccia e annienta, le piccole città di provincia tanto quanto le periferie delle grandi metropoli. Walt, al pari di Mike o Bob di Drugstore cowboy, è come una nuvola – classico leitmotiv del cinema vansantiano – destinata a interrompere il suo moto, imprigionato per sempre in un sentimento più grande di lui. Johnny lo offende e mortifica, ma Walt non rinuncia a cercarlo, nonostante le sue possibilità di riuscita siano nulle: questo determina la sua definitiva prigionia in un circolo vizioso, a causa di un amore che non lo porterà da nessuna parte ma che, purtroppo, è anche destinato a non avere mai una fine.

SOSTIENI LA BOTTEGA

La Bottega di Hamlin è un magazine online libero e la cui fruizione è completamente gratuita. Tuttavia se vuoi dimostrare il tuo apprezzamento, incoraggiare la redazione e aiutarla con i costi di gestione (spese per l'hosting e lo sviluppo del sito, acquisto dei libri da recensire ecc.), puoi fare una donazione, anche micro. Grazie